Miliardario, playboy e…sborrone – INVINCIBLE IRON MAN #1

Più di 300 mila pre-order mesi prima dell’uscita, la serie che inaugurerà l’era All-New, All-Different Marvel e il personaggio che diventerà la bandiera dell’intera azienda. Insomma, c’erano tante (tantissime) aspettative su Invincible Iron-Man #1. Diciamo pure che nel castello fatato Disney, solo J.J Abrams ha più fiato sul collo di Bendis in questo momento.

Qua fa un po' Power Rangers
Qua fa un po’ Power Rangers

Chiariamo subito una cosa: tu adori quella grassoccia testa pelata di Brian Micheal Bendis. Secondo te ha dato vita uno dei migliori Peter Parker di sempre con la serie Ultimate Spiderman, e anche la sua ultima gestione delle testate mutanti (con  All New X-Men e Uncanny X-men),ti ha fatto provare più di qualche momento di sano autocompiacimento nerd. Invicible Iron Man #1 è tutto quello che è Bendis: preciso, lineare ed efficace. La scrittura di Bendis alleggerisce di colpo il personaggio di Tony Stark, levandogli di dosso il peso di 50 anni di storie. Quello che troviamo è un Tony sborrone, geniale e con la lingua lunga. Certo, molto vicino al genio, miliardario, playboy, filantropo interpretato Robert Downey Jr, ma anche coerente con il personaggio che ti aspetteresti di trovare oggi sulle pagine di una serie. Bendis sa come muoversi, crea un’ambiente facile da capire per i neoassunti (anche per chi non avesse mai letto niente) e intanto strizza l’occhio ai vecchi ultras della curva.

Qua fa molto Neo Genesis Evangelion
Qua fa un po’ Neo Genesis Evangelion

Si parla molto in questo primo numero, ma l’azione arriva. Improvvisa e velocissima. A gestire tutto in maniera impeccabile ci pensano le splendide tavole di David Marquez. Frenetico e irruento quando serve, pacato e con stile quanto il ritmo rallenta. Anche se si vede poco in azione, la nuova armatura ti ha convinto. Essenziale e snella che quasi sembra un Macbook Pro. All’interno di questo primo numero non mancano gli altri capisaldi della scrittura di Bendis. In primis i personaggi femminili, sempre carismatici e fondamentali nelle sue run. In secondo luogo il contatto con il presente, che aiuta ancora di più l’immedesimazione.

4 e mezzo

4 ventilatori e mezzo per la serie portante del nuovo (nuovissimo) All-New All-different Marvel. Una partenza che convince pienamente, ma il mezzo voto lo tieni da parte per il prossimo semestre, quando sarà chiuso il primo ciclo di storie. Come si faceva a scuola, solo che poi  quel mezzo voto lì, non lo vedevi mai.

Assieme ad Iron Man, ad aprire le danze c’era l’altro grande simbolo della Casa delle idee: il tuo amichevole Uomo Ragno di quartiere. Ma di Amazing Spider-Man #1 ne parliamo domani.

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