L’incredibile leggerezza dell’essere botanico – La recensione di THE MARTIAN

Ormai il termine nerd è stra-abusato, anzi diciamo usato a’cazzo. Ormai ogni cosa che contenga un computer, o un tizio in costume, è nerd. Per te invece esiste una netta distinzione tra nerd-puro e duro e finto-nerd. Il finto-nerd è quello superficiale, fatto di battutine sceme per gente che confonde Star Trek con Star Wars. Roba che gioca sullo stereotipo dello sfigato-cervellone, che fa ridere la prima volta, ma alla seconda ti ha già innervosito. Roba che va bene  per Big Bang Theory, o per certe magliette che trovi a Camden Town. Poi c’è il Nerd-puro e duro, quello tosto che non ha mezze misure. Quello che non te le spiega le cose, le cose o le sai o sappile. Il Nerdismo nella sua essenza più pura. Ecco, indovinate un po’ dove si piazza The Martian.

Matt Damon in The Martian
Matt Damon in The Martian

Ammetilo, partivi prevenuto su The Martian. Ridley Scott è da un po’ di anni che non piazza un film come si deve. Il vecchio Scotty è uno che si diverte a passare dalla commediola romantica, al mega blockbuster biblico, così per il gusto di farlo. Che sia chiaro, per te l’uomo che ha dato vita ad Alien, può anche svaccarsi e dirigere per tutta la vita episodi di Masha e l’orso. Cioè parliamoci chiaro: Alien. Praticamente il film perfetto. Si poi ha fatto quella cosuccia che si chiama Blade Runner che è soltanto il padre putativo dell’90 per cento della filmografia sci-fi moderna. Ma questo non centra. Centra che tutti se la prendono con Prometheus. Quello che doveva essere, ma non è, o forse si il prequel di Alien. Un film incompleto, per stessa ammissione del vecchio Scotty, ma non un film brutto. Poi c’era il discorso Matt Damon. Matt Damon non è un cattivo attore, prova ne è il fatto che ha lavorato praticamente con i migliori registi in circolazione (gli manca solo Quentin). Matt è uno che fa il suo lavoro, tu gli dai il copione e lui lo fa. Che sia un rugbista troppo grosso, un assassino con i vuoti di memoria, o un soldato da salvare, Matt Damon fa il suo. Sarà una sicurezza per un regista, ma non è uno di quelli attori che ti trascina al cinema. O semplicemente sarà che nessuno ti toglie dalla testa che assomigli troppo a Mark Walhberg.

Matt Damon in Invictus. Ah no...
Matt Damon in Invictus. Ah no…

Invece The Martian è un bel film, molto ben fatto. Un lavoro pulito e preciso, alla Ridley Scott. Ti è piaciuta molto la gestione del protagonista, perché se volete un film su un uomo solo che si strugge pensando alla sua famiglia e da di matto, guardatevi Cast Away.  Mark Watney (Matt Damon) è un botanico che fa battute che fanno ridere solo un botanico. Il film non sta lì ad indagare tanto sul lato psicologico del personaggio, ma sulla sua sopravvivenza. Sull’ingegno che porta Watney a cercare di restare vivo solo con le sue conoscenze. Certo, in Interstellar partivi avvantaggiato perché avevi delle minime idee di fisica quantistica e viaggi nel tempo, qui in certi passaggi ti sei sentito come Vin Diesel al MoMA: non ci capisco un cazzo, ma mi fido.

Matt Damon in Salvate il soldato Ryan. Ah no...
Matt Damon in Salvate il soldato Ryan. Ah no…

Il tono ironico, che non ti aspetteresti da un film del genere, è il vero motore trainante del film e il colpo d’esperienza che piazza il vecchio Ridley. Matt Damon si sente a suo agio con i personaggi più comici, che quelli seriosi, e in The Martian se la cava egregiamente. La musica, le battutine e la facce sceme aiutano a far scivolare via senza peso le quasi 2 ore e venti del film. Quindi dimenticatevi l’angoscia è la claustrofobia di Moon, questo è Marte baby! Poi mettici gli enormi e spettacolari scorci dal Pianeta Rosso che Ridley Scott piazza ogni tanto, e hai un film che di colpo prende a calci in culo tutti i suoi detrattori.

4

4 su 5 per The Martian, che non è IL capolavoro, ma resta comunque un bellissimo film di fantascienza. Quella fantascienza tosta e plausibile che ti piace un casino. Ecco, plausibile è la parola che cercavi di buttare dentro a questa recensione. Non sara 100% accuratezza, ma è tutto credibile. Non stai parlando soltanto dei mezzi usati o degli escamotage che Watney inventa per mangiar patate, stai parlando anche, e soprattutto, del fatto che per una volta non ci sono personaggi corrotti, o pericolosi giochi di potere. No, qui la gente gestisce la situazione in maniera realistica in base al ruolo che ha nella storia. Niente eroismi patriotici americani. Niente cinesi cattivi che vogliono mangiare tutti. Certo, magari qualcuno può storcere il naso sul finale che risulta esagerato, rispetto al tono generale del film. Ma la mossa Iron Man è una roba che prende a schiaffi anche Fast And Furious 7!

Matt Damon che fa Mark Walhberg che fa Vin Diesel
Matt Damon che fa Mark Walhberg che fa Vin Diesel

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