“Robba Nostra” – La recensione di SUBURRA

Quando nel Bel Paese esce un film che cerca di distaccarsi dalla classica commedia degli equivoci all’italiana con Luca Argenterosubito deve confrontarsi con il grande diktat del fruitore occasionale di sale cinematografiche: “non sembra nemmeno un film italiano”. Invece no. Suburra avrà anche un titolo che si presta a facili giochetti scemi, ma è un bel film italiano. Anzi, un gran bel film italiano.

Sburra
La Grande Gnocca

Leviamoci subito dalle scatole il primo impiccio. Si, Suburra è tipo una serie tv di sky condensata in 2 ore e dieci. Questo per te non è assolutamente un difetto, anzi. Di Stefano Solima avevi visto solo Acab e non ti entusiasmò particolarmente a suo tempo. C’era del buono, ma sembrava come attorcigliato su una trama confusa. Poi c’è quel difetto che hai tu con le serie tv, del tipo che parti con un convintissimo Si, si! La guardo di sicuro che sfuma in un nulla di fatto o in Video divertenti di russi che si fanno male. Di Romanzo Criminale avevi letto il libro De Cataldo e ti era piaciuto tantissimo, il film di Placido non era male, ma la serie non l’avevi neache iniziata. Stessa cosa circa per Gomorra, solo che il libro non l’hai letto. Però tra amici e Radio DeeJay si faceva un gran parlare di queste due serie. Se ne parlava così tanto bene, che alla fine ti hanno convinto che sono belle. Anche se non le hai viste.

Pisciamose Roma
Pisciamose Roma

Stefano Solima ormai si può etichettare come regista di genere. Quel genere, il noir malavitoso torbido e violento, che tu personalmente adori.  Poi se ci aggiungi il fatto che a te piacciono tantissimo le storie di finzione, che si intrecciano con i fatti di cronache reale, allora risulta anche facile capire perché Suburra ti abbia preso tantissimo. Solima sa dirigere queste storie. Sa darti in pasto questa Roma marcia e batutta da una pioggia incessante. Sa caratterizzare in maniera precisa i suoi personaggi, dandogli vigore e spessore con poche battute. Sa dare allo spettatore tensione nelle sequenza d’azione e sa usare bene le musiche per rallentare. Lo sguardo di Solima su questa Roma (sull’Italia), magnata e corrotta fino al midollo, è impietoso e brutale. Violento e lacerante.

Il Bello, Il Vecchio e il Scimmione
Il Bello, Il Vecchio e il Scimmione

Tutto funziona perchè di base funzionano gli attori coinvolti. Su Favino, che è sempre più enorme sia dal punto di vista fisico, che attoriale, non serve neanche sprecare parole. Lui, e il suo faccione da scimmione burbero, sono una certezza e infatti è attorno al suo personaggio che ruota l’intera vicenda ed è a lui che sono affidate le sue sequenze cardine del film (la pisciata su Roma e lo sfogo finale).  Elio Germano è un trasformista, un talento enorme che passa da Quattro Formaggi a studio matto e disperatissimo, fino ad arrivare alla checca modaiola di Roma in Suburra. Non conoscevi Alessandro Borghi che, anche se per metà film non si capisce niente di quello che dice, rende bene l’irruenza giovanile del suo personaggio. Ma il film si basa sostanzialmente su due personaggi, e su due attori. Il primo è Amendola, il Samurai. Stupendo, con questo impermeabile lungo che gira a piedi e tiene tutto sotto controllo. Vero Re di questa Roma malavitosa. Ma a vincere su tutti è Adamo Dionisi, il boss degli Anacleti. Sadico, violento e con questo voglia di mangiarsi Roma e le sue istituzioni. Fantastico.

4 e mezzo

4 e mezzo su 5. Il mezzo voto in più della media delle recensioni che trovate sull’internet, sta nel fatto che tu non conoscevi Stefano Solima e le sue serie. Credi che sia meglio così, perchè Suburra è un grande film, ma sopratutto è Robba nostra. Non cerca soluzioni facili, o sequenze spettacolari. Suburra cattura per la ferocia e la rabbia che porta dentro. Per il fatto che il cinema italiano ha molto da raccontare, se trova gli spazi per espimersi. Spazi che dopo una certa caduta ( con cui si chiude il film) forse sono diventati più raggiungibili, e forse c’è anche più libertà nel provarci.

Una nota per chiudere. Molti fanno la (facile) associazione con la Grande Bellezza di Sorrentino. Nonostante i film si assomiglino molto per tematiche e ovvimante per ambientazione, tu trovi ci sia più affinità tra Il Divo e Sburra. Suburra, pardon.

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