Con quel gusto anni ’80 – La recensione di RIM CITY

Come quando un tuo amico improvvisamente se ne esce con Ho un nuovo progetto musicale e ti chiede di ascoltarlo e di dirgli cosa ne pensi, Ma sii onesto però. In quel momento hai davanti a te 3 opzioni: mettere da parte il puntiglioso-critico-cagacazzi che è in te e comunque dare speranza, essere sincero e rischiare di passare per puntiglioso-critico-cagacazzi che sei, o lasciare naufragare tutto nel vago mare del Scusa, mi son proprio dimenticato, domani promesso che ascolto, sperando che qualche sprovveduto si carichi di questo fardello. Hai cominciato con questo peso addosso a leggere Rim City perchè, sebbene la partenza sia diversa e nessuno ti ha chiesto di farlo, il problema di base quello è: e se non mi piace?

A
Carisma

Alessandro Apreda è il Peter Parker che si nasconde dietro lo pseudonimo di Dottor Manhattan. Ora, chi legge fumetti, guarda serie tv o semplicemente è un nostalgico degli ’80, sarà capitato almeno una volta nel suo Antro. Se così non fosse, siete delle brutte persone. No, davvero. Per te il post del L’Antro Atomico Del Dottor Manhattan  è un bisogno quotidiano come il caffè delle 10, o la pipì appena svegli. Vedete un po’ voi. Te è da anni che lo segui, ascolti i suoi consigli, assecondi le sue recensioni e compri anche i suoi libri. E’ anche abbastanza palese il fatto che Quel Bastardo Giallo sia in qualche modo un figlio illegittimo del Doc Manhattan, ma tu non sei uno che va a chiedere gli alimenti. Finché lui non chiede i diritti d’autore.

Bravura
Bravura

Sta di fatto che ormai un annetto fa, il Dottor Manhattan, se ne esce con questo nuovo progetto che inizialmente si fa chiamare Atomico e che poi diventa Radium (qua si per problemi di copyright). L’idea è quella di creare un’etichetta indipendente finanziata dai lettori, tramite il crowdfunding, acquistando dei pacchetti (perk) disponibili su Indeigogo. Bello? Super bello! Ad aprire le danze tocca proprio a lui, al portabandiere ufficiale dei debosciati dell’Antro Atomico del Dottor Manhattan. Il suo progetto si chiama Rim City, vede ai disegni Matteo Orlandini e alle cover Francesco Mattina, e chiede 40 mila euro per partire. Tanti, tantissimi. Ma questo vile denaro serve a coprire le spese, a dare una giusta retribuzione agli artisti coinvolti e a far partire il progetto. Rim City chiude a 44 mila euro, fuochi d’artificio, abbracci e limoni neanche fossimo sulla luna boscosa di Endor. Tu ovviamente hai contribuito alla chiamata alle armi per la devozione che hai verso Doc Manhattan, ma ora sorge spontanea una domanda: Ne è valsa la pena?

Pheegaggine
Pheegaggine

Come era d’aspettarselo, da assiduo frequentatore dell’Antro, all’interno di Rim City ci sono le fondamenta su cui si basa il blog. L’ambientazione è marcatamente da Fantascienza Anni ’80, fantascienzo pardon, ma non quella politically correct che va tanto di moda al cinema negli ultimi anni, ma quella esagerata e sognante dei film di quel periodo, tra tutti Abyss e Aliens. Quindi dentro ti sei trovato i capisaldi del genere come lo squadrone assortito con i veivoli da veri duri e la bad-ass carismatica, la protagonista con due palle che il Schwarzy di Commando se ne poteva a stare a tagliare la legna, i mega mostri e sopratutto, cosa che ti ha fatto quasi scendere una lacrima di commozione, l’unico vero grande nemico di qualsiasi film anni ’80 Made in USA: il Comunismo. Tutto questo shakerato  assieme a fratture spazio-temporali misteriose, eventi catastrofici di un passato lontano e verità nascoste dai poteri forti. Il tutto va servito freddo in 4 comode puntate. Et voilà. L’ombrellino non ve lo metto, siamo mica al Billionare qua.

Mostri
Mostri

Tutto molto bello si, ma il problema è che questo tutto è troppo per stare dentro a 4 uscite. Tu hai deciso di aspettare l’uscita dell’ultimo numero, per leggerti in una volta sola Rim City, e purtroppo alla fine hai avuto la sensazione che ci volesse più spazio per delinare meglio le cose. Alcune trovate (tipo i Giorni del Fuoco) ti sono piaciute tantissimo, ma hanno poco spazio all’interno di una storia che sembra voler correre troppo velocemente. Lo spazio ridotto fa si che tante volte ci sia il mega-spiegone e tanti passaggi o ambientazioni sono da una parte poco approfonditi, dall’altra poco spiegati. Ora, capisci benissimo le difficoltà che ci sono a monte e la volontà di dare un one-shoot che fosse d’effetto, ma magari è una tua sensazione, ma la gestione a stagioni, avrebbe giovato sia alla storia che ai personaggi.

4

4 su 5 per Rim City. Dove chi vuole può togliere mezzo voto per la storia fine a se stessa, ma chi vuole può aggiugere mezzo per quello che rappresenta il Progetto Radium. La critica mossa verso Rim City impallidisce e perde di significato vista all’interno di quello che è Radium. Un’idea bella, solida e che continuerai a supportare perché credi molto nel fumetto digitale e nell’autoproduzione, ma anche per gli artisti coinvolti. Ha un grande futuro davanti Radium, che magari andrà ad allargarsi anche ad autori emergenti, ma ora ha bisogno del supporto di tutti gli appassionati della nona arte. Tanto la Marvel mica fallisce se per un mese non le compri l’ennesima variant cover di Alex Ross.

P.S: per chi non avesse partecipato alla campagna e volesse leggersi Rim City a breve uscirà una versione cartacea edita da SaldaPress

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