Lost per francesi – LES REVENANTS

Ok, tu arrivi sempre tardi. Sarà che non sei un disposofobico di serie tv, sarà che comunque ci vuole una certa dedizione alla causa per stare dietro a tutto, o più semplicemente sarà il fatto che tendi a stufarti in fretta. Sta di fatto che ieri hai visto quello che dovrebbe essere l’ultimo episodio di Les Revenants. O meglio, l’ottavo episodio della seconda stagione. Di materiale per un prequel ce n’è, ma facciamo finta di niente. Perchè Les Revenants così com’è ti è piaciuto, e non poco.

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All’inizio era un mediocre film francese

Nonostante la tua passione per i fumetti, e di conseguenza per la serialità delle storie, questa valanga di serie tv non ti ha travolto. Anzi, molto blandamente ti sei scansato di lato e hai lasciato che fossero i tuoi amici a farsi travolgere. Così, mentre il mondo dei social dibatte su quale sia le serie tv migliore degli ultimi anni, tu ti fai consigliare da due/tre amici fidati cosa guardare. Ti lasci travolgere a tua volta dall’onda dell’entusiasmo per un paio di mesi, poi mestamente torni a riva. Sei convinto che questo tuo distacco verso le serie tv, sia in qualche modo riconducibile alla lunga relazione avuta con Lost. Sette anni avvincenti fatti di grandi sorprese e amare delusioni, ma comunque sette anni bellissimi.

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Ora è un brutto remake americano

Sei uno dei grandi sostenitori di Lost e anche del suo finale. In qualche modo, Lost ha dato via a quest’invasione di serie alzando l’asticella della qualità media e di conseguenze delle aspettative del pubblico. Ora però ti sembra che questa media si sia di molto abbassata. Da fuori, le serie americane sembrano fatte tutte con lo stampino, prodotti di catene di montaggio dove la struttura è sempre quella, cambiano gli optional che ci montano. Tutto sa di già visto e a risentirne sono le storie, ovviamente. Si parte da una puntata pilota che nei primi 5 minuti butta lì un’idea bomba, per poi rendersi conto dopo la sigla che gli sceneggiatori non hanno la minima idea di dove andare a parare e che il loro unico obbiettivo è quello di scaldare la ministra fino al colpo di scena dell’ultima puntata. Così da abbindolare più spettatori possibili e farsi rinnovare il contratto per un altro stagione dagli studios.

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Nel mezzo lui che ha fatto un piccolo capolavoro

Les Revenants da subito non ti ha dato questa sensazione. O meglio, lo spunto di partenza è surreale, ma viene calato all’interno di una situazione  veritiera e tutto diventa plausibile. Inoltre per tutta le due stagioni, nonostante alcuni passaggi forzati, hai avuto la sensazione che ci fosse un’idea chiara di dove andare a parare. C’è un po’ di menosità durante le puntate intermedie certo, e lì ti è calata più di qualche volta la palpebra, ma per il resto tutto sembra andare verso un punto preciso. Le ambientazioni, con questa diga che opprime il paesino, sono angoscianti e quasi claustrofobiche, se ci aggiungi la spettacolare colonna sonora messa in piedi dai Mogwai, è facile capire perché in certe passaggi Les Revenants ti abbia messo alle strette.Fin da subito tu hai notato quel qualcosa di nettamente europeo nella gestione delle cose. Certe sequenze, soprattutto quelle che coinvolgono il lago, sono delle fotografie bellissime e anche gli attori per te fanno molto bene il loro lavoro. Non c’è un’interpretazione o un personaggio eccessivamente sopra le righe e comunque la crescita e le scelte compiute dai protagonisti, non sono mai fuori luogo. Non sai bene spiegare cosa sia quel qualcosa, ma nell’insieme si nota la mancanza dell’americanata messa lì per far casino. Niente fuochi d’artificio o mirabolanti giochi di luce, Les Revenants ti sa più da concertino acustico.

 

5

 

5 su 5, perché mentre stai scrivendo e ripensi al finale, ti rendi conto che ti è proprio piaciuto. Lost ha diviso con un finale, non finale. Les Revenants lascia sicuramente dei buchi qua e là, ma non si tratta di voragini enormi da cui non c’è via d’uscita. Dal tuo punto di vista le due serie (Lost e Les Revenants) si assomigliano moltissimo, tipo cugine di primo grado. Hai trovato molte similitudini nella gestione dei personaggi, nelle soluzioni visive e perfino nel finale che accomunano le due serie. Però proprio sul finale, inteso come soluzione del grande mistero, Les Revenants vince sulla sua parente Made in USA. La serie francese opta per disseminare lungo le due stagioni tanti piccoli indizi che messi assieme danno una specie di grande risposta a tutto, così da evitare il mega spiegone a vanvera che erano le ultime due puntate di Lost. A te è piaciuta molto questa scelta, perchè coinvolge molto di più, richiede maggiore attenzione e soprattutto ti fa sentire un sacco intelligente. Ovvio, tutti arrovellamenti mentali che avresti potuto evitare se, come sempre, almeno uno dei personaggi coinvolti nella storia di Les Revenants facesse l’unica cosa sensata da fare quando ti trovi dentro una situazione assurda: fare delle cazzo di domande.

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Per colpa sua ora chiudi sempre a chiave

 

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