5+1 : I 5 film migliori dell’anno + 1 delusione

Se c’è un motivo per cui adori questo periodo dell’anno, oltre alla ripetizione ciclica di grandi capolavori come Una poltrona per due Robin Hood Un Eroe In Calzamaglia, sono le classifiche. Ci sono più classifiche che applicazioni, perché tutto diventa categorizzabile in una lista da 1 a inserire numero. Quindi, per non mancare di rispetto a nessuno e perché le tradizione vanno rispettate, ecco la classifica dei 5 film più belli del 2015. Ovviamente nel listino non finiscono i film che purtroppo non sei riuscito a vedere (tipo Sicario) o quelli usciti in ritardo in Italia (altrimenti Birdman sarebbe tra i primi tre, ma per te resta il migliore del 2014). 5+1, l’1 sta per la grossa delusione che ha preso a schiaffi  e deriso le tue aspettative. Che sia chiaro, tutte pellicole in linea con l’impronta etica del blog.

5/ AVENGERS AGE OF ULTRON

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Ad un certo punto non ne ha più parlato nessuno, più o meno quando è cominciata l’invasione di Star Wars tipo ovunque. Ma il secondo capitolo di Avengers esiste, e siamo andati tutti a vederlo. Certo, non sarà all’altezza del primo genito, ma in fin dei conti chi si aspettava che i Vendicatori potessero essere così fighi sul grande schermo? Praticamente nessuno. Age Of Ultron copia lo schema del primo, lo rende più rumoroso, strabiliate e coordinato del primo. Cresce l’affinità del gruppo, ma cominciano a vedersi le prime crepe tra i due leader. Le minacce sono sempre più gigantesche, ma su tutti vince il lato umano di questo super gruppo. Certo, manca un nemico veramente carismatico e in certi passaggi tutto diventa forzato, ma c’è Visione e lo scontro tra l’Hulkbuster è il Golia Verde è qualcosa di epico. Anni fa non avremmo nemmeno mai immaginato di poter vedere una cosa del genere al cinema. Il canto del cigno per Joss Whedon, che dopo aver diretto i due migliori film della Marvel, ora cede l’incarico ai fratelli Russo. E tutti dovrebbero portargli rispetto per quello che ha dovuto sopportare e per quello che ha fatto. Poderoso.

4/ EX -MACHINA

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Scritto e diretto da un debuttante classe 1970, tale Alex Garland, sceneggiatore anche di quel piccolo gioiellino che fu 28 giorni dopo, Ex Machina è un film che ti fa sentire intelligente. E di intelligenza artificiale si parla infatti, ma non alla maniera chiassosa di Io, Robot, Ex Machina è un dialogo sofisticato sull’etica e la moralità. Girato con classe, interpretato con stile e molto curato nel suo essere particolare e plausibile mentre tratta di temi che, a ben pensarci, potremmo cominciare a dover valutare tra una decina d’anni. Se la stava giocando con Predestination, ma quello è uscito nel mondo un anno fa. Quindi niente, è stato bello. Super nerd.

3/ INSIDE OUT

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C’è stato un momento, anzi più di qualche momento, durante la visione di Inside Out in cui ti sei detto Questo è il miglior film della Pixar. O almeno il migliore dai tempi di Up. Non è un caso che il regista, Pete Docter, sia anche il regista di Up, Monsters & Co. e sceneggiatore di Toy Story e di WALL-E. Praticamente Pete è la Pixar, o il meglio che la Pixar è riuscita a sfornare nella sua carriera. Da tempo non provavi quella sensazione di magia, mista ad un sentimentalismo agrodolce che prima ti fa una carezza e poi ti tira uno schiaffone. Quella sensazione che riuscivano a smuoverti solo i migliori film della Pixar appunto. Inside Out è geniale nella sua costruzione, nella rappresentazione del suo mondo, ma soprattutto è un film che parla dritto al cuore. Un film di formazione degno di competere con le pellicolle quelle “vere”. Un’emozione complessa, come insegna a chi lo sa apprezzare. Magico.

2/ STAR WARS EPISODIO VII – IL RISVEGLIO DELLA FORZA

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Perché? Perché si! Perché finalmente Star Wars è tornato. Perché la Forza si è risvegliata. Ora, al di là dell’invasione mediatica e della valanga di gadget legati al brand, Episodio VII non è un film fine a se stesso, o un film fatto solo per vendere pupazzetti. O almeno non solo per quello. Hai provato a spigarlo anche qui che Guerre Stellari è andato oltre anche sé stesso diventato, anche ingiustificatamente, una specie di religione per alcuni. Certo, pecca di originalità ed è un continuo richiamo alla vecchia trilogia e anche la scelta di una Morte Nera 2.0 ha un po’ deluso, ma alla fine c’è tutto quello che ha fatto diventare Star Wars un culto in questo numero 7. Il misticismo, la fantascienza sporca e i personaggi con un passato  misterioso tutti legati tra di loro. Tutto questo aggiornato al 2015, quindi inseguimenti super spettacolari, mega esplosioni e combattimenti con le spade laser mai, ripeto MAI, così belli. E poi c’è molto altro di non detto tra le righe, che potrebbe far ricredere i detrattori del povero JJ, a cui va dato il merito di avercela messa tutta. Spettacolare.

1/ MAD MAX: FURY ROAD

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Cioè, questo film. Non è un film, è un’opera rock. Mad Max: Fury Road è folle, esagerato e totalmente senza controllo. Una V8 lanciata all’impazzata da un regista 79enne che prende a sportellate tutti i giovani registi bimbominkia che si affidano alla CGI. Alla guida c’è lui, George Miller, che se la ride e si riprende quello che è suo. Hanno mangiato un po’ tutti sulla carcassa del vecchio Mad Max, su quel futuro sporco e fatiscente dominato da ambigui dittatori vestiti di pelle. Ma ora il vecchio pazzo australiano torna, e dopo i maialini coraggiosi, torna a fare quello che sa fare meglio. Mad Max: Fury Road è il film più esaltante che hai visto in 28 anni di vita al cinema ed è finito dritto dritto nella top ten di sempre. E poi c’è lui, Tom Hardy. Lui non parla, grunisce. Ma sfonda lo schermo. E la Furiosa Charlize Theron, piegata al ruolo della donna in fuga, che poi diventa l’Ellen Ripley di questo ventennio. Lo hai amato alla follia questo film, con un amore folle come l’opera che è: totale.

LA DELUSIONE: FAST AND FURIOUS 7

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Mi volete rilanciare il brand di uno dei film più belli degli anni 90 trasformandolo in un’accozzaglia a caso di luoghi comuni, computer grafica e mega mostri modificati geneticamente? Ok, mi va bene. Tanto era chiaro dal trailer e nel film non fate altro che ricordarlo: la gente vuole sempre di più e non si accontenta dei velociraptor che aprono le porte (loro no, ma io si). La gente vuole i dinosauri giganti che si mangiano tra loro, e voi quello gli date. Ad un certo punto durante la stesura della sceneggiatura avete chiesto ad un bambino di 6 anni Cosa vorresti vedere in un film con i dinosauri? E lui vi ha risposto Voio che i tiranosauro combatta con dinosauro più grande e cattivo. E voio anche i veocirator e voi l’avete accontenta. Altrimenti non riesco a capire perchè ad un certo punto i dinosauri si parlino e facciano dei piani. Ma va ben, l’avete dichiarato. Ad un certo punto in Jurassick World è palese che avete mandato la serietà a quel paese. Ma va bene, è dichiarato.

Vin Diesel no. Lui ci crede. Ci crede tantissimo. Pensavi fosserò delle battutte quelle sul fatto che Fast 7 avrebbe meritato l’Oscar o che sarebbe stato il miglior film del 2015. Invece no, lui ci crede. E il problema sta tutto lì. Fast 5 fu la svolta. Basta corse clandestine, luci e musica da giostrari. Ma inseguimenti, nemici e macchine che si sfasciano. Fast 5 era la via giusta. Fast 6, nel suo genere, un mezzo capolavoro. Azione esagerata, inseguimenti con i carrarmati e un sacco di pugnazzi e rock bottom. Il tutto condito con della sana e doverosa autoironia. Tutto sembrava fatto per non prendersi sul serio, e così deve essere. Fast 7 invece si prende dannatamente sul serio. Tutti con i musi lunghi e le pose da maci. Le poche battutte affidate al personaggio nero, tanto per essere ben fissi negli stereotipi del genere. E poi le tanto care macchine che rotolavano sfasciandosi, sostituite da sequenze in CGI con tanto di drone volante come boss finale. Fast 7 è il riflesso di quello che è diventato Vin Diesel. un vecchio culturista strapompato che non sa più prendersi in giro.

 

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