E quindi com’è SECRET WARS? – NO SPOILER

Secret Wars. La fine di tutto. La fine dei giorni. La fine del multiverso Marvel dopo 75 anni di onorata carriera. Perché tutto muore. Tutto, Keith Richards a parte. Secret Wars era stato annunciato così, quasi con un anno di anticipo, come un evento epocale. Ma tu, in 28 anni di ordinaria carriera, hai imparo a diffidare dai trailer troppo pomposi, perché solitamente servono a nascondere carenze di idee. Oggi in America è uscito l’ultimo numero di Secret Wars ed è quindi il momento di tirare le somme. Cambia tutto o Tutto cambia per tornare uguale?

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Volevi botte. E che botte siano.

Secret Wars è di base un’opera complessa. Composta inizialmente da 8 uscite, se n’è aggiunta una sul finale per permettere una migliore gestione della trama. Questo ha allungato i tempi di produzione e fatto slittare il finale della saga, ma non l’uscita delle nuove serie post-Secret Wars. Da una parte generando una certa curiosità e aspettativa sul capitolo conclusivo, dall’altra però svelando alcuni particolari che sarebbe stato più intrigante scoprire grazie  al numero 9.  Complessa anche nelle sua preparazione. Il pre-Secret Wars si dipana per 8 mesi su due testate principali (Uncanny Avengers e New Avengers) sulle quali campeggiava il logo Times Run Out. Due le principali, ma quelle coinvolte erano anche di più. Quindi un preludio molto, molto complesso da gestire anche per uno come te che si muove con una certa sicurezza all’interno dell’intricatissimo multiverso Marvel. Se a questa complessità poi ci aggiungi i collegamenti che Hickman (lo sceneggiatore) fa con le sue precedenti storie e con le storie che precedentemente portavano il nome di Secret Wars, è chiaro come, in più di qualche passaggio, ti sei sentito spaesato. Ma tu sei uno che non molla e, archivi Marvel alla mano, hai colmato le tue lacune. Avessi avuto questa caparbietà d’intenti in matematica alle superiori, ora saresti al CERN.  Mica qui a scrivere di supereroi e fumetti. Ma saresti sicuramente meno felice. Più ricco, ma meno felice.

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C’erano una volta le Guerre Segrete

Il primo numero di Secret Wars (uscito in Italia a dicembre e facilmente reperibile), preso singolarmente, risulta difficile per chi non sapesse bene di cosa si sta parlando. Certo, come sempre la Panini fa delle ottime introduzioni e correda il volume con delle informazioni aggiuntive per accompagnare i meno esperti, ma resta il fatto che il senso di smarrimento può essere grande. Grande, ma non paragonabile, alla botta che da al lettore. Secret Wars #1 è uno schiaffone in faccia, di quelli belli pesati che lasciano storditi. Dopo averlo finito eri esaltatissimo. Forse veramente questo era l’evento definitivo, il Crisi sulle Terre Infinite che mancava alla Marvel. Qualcosa di veramente coraggioso e sconvolgente.

Con i numeri successivi si prende confidenza con quello che è Battleworld e la sua struttura. Il senso di disorientamento iniziale lascia spazio allo stupore e all’enfasi che ogni nuovo numero si porta dietro. Hickman è lento nel costruire gli intrecci e lascia che tutto man mano acceleri verso il finale della serie. Viene lasciato molto spazio ai dialoghi e alle riflessioni dei personaggi. La trama prende sempre più consistenza e con essa i personaggi coinvolti. Su tutti spicca, com’è giusto che sia, Victor Von Doom. L’ex Dottor Destino, ora Dio e padrone indiscusso di questo nuovo mondo. I comprimari, su tutti Sue e Strange, lo caratterizzano e lo umanizzano come non mai. Ad un certo punto sei arrivato quasi a patteggiare per lui. Perché si. Perché se lo merita. La discussione con Sue, se non ricordi male nel 3 numero, riguardante la maschera che porta è per te uno dei momenti più alti dell’intera serie.

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Anche solo le copertine valgono il prezzo

Tutto bello, bellissimo. Ma la puzza di fregatura è lì da qualche parte. La senti. La percepisci. E sai che prima o poi la pesterai. Ma la fregatura non sta nella serie principale, che va spedita come X Wing, ma nelle serie laterali che escono in contemporanea. Questi spin-off, che dovrebbero andare a svelare cosa si cela nei vari regni in cui è diviso BattleWorld, sono alla fine delle serie fine a se stesse. Gran parte, non le hai lette tutte perché sono tantissime, partono da un buon spunto, ma si riduco in 5 numeri ad essere delle storiette anche godibili in alcuni casi, ma non collegate con gli eventi che coinvolgono la serie principale. Anzi, a volte succede che ci siano delle evidenti contraddizioni tra le due narrazioni. Ovvio, in casa Marvel non potevano lasciarsi sfuggire l’occasione di accalappiare degli incauti acquirenti con serie con titoli ad effetto come Civil War o Infinity Gauntlet, ma personalmente tutto avrebbe funzionato meglio se ci fosse stata un’unica serie intitolata Secret Wars e basta. Però a fine mese bisogna pagare l’affitto al Topolino e mica puoi dare le ferie a 50 sceneggiatori, disegnatori e coloristi. Ad uscirne bene è il solito Bendis, molto probabilmente perché coinvolto molto direttamente nel post-Secret Wars, che con le sue due serie (Old Man Logan e Ultimate End) si inserisce perfettamente nella narrazione della serie principale.

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SNIKT!

Potevi anche sorvolare sulla gestione confusa di questi tie-in, perché certi sono anche dei buoni prodotti (tipo Renew Your Vows e Attilan Rising). La vera fregatura arriva verso la conclusione di Secret Wars, ma non dalla serie principale. Bensì dal rilancio della nuova-nuovissima Marvel con quello che è stato chiamata All-New All-Different Marvel. Cioè, non è che in sé le nuove serie siano una delusione, anzi come avevi detto qui c’è molto di buono. La fregatura su cui affondi il piede dopo un paio di numeri è che sostanzialmente tutto cambia, per tornare uguale. Di base con i cross-over Marvel è così. Annualmente c’è una super-mega minaccia che coinvolge tutti gli eroi, sembra che tutto sia destinato a finire, poi gli eroi salvano il mondo/universo e tutto torna come prima. Gli ultimi cross-over avevano avuto ripercussioni pesanti su tutto l’universo Marvel, ma chi si aspettava un ressettamento completo, un nuovo inizio da zero rimarrà deluso. Di base Secret Wars riordina le cose, fa un po’ di pulizia. Pulisce i trofei più belli e butta via le foto brutte. Fa ripartire tutto dal numero #1, ma non è altro che l’ennesima rinumerazione per vendere. Ci sono grossi cambiamenti per alcuni personaggi e altri ripescaggi importanti, ma il tutto finisce qui. Va l’onore delle armi alla Marvel per averci provato. Preferisci un cambiamento anche deludente a volte (come per te il nuovo Amazing Spider-Man), alla stagnazione continua.

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La mia fiducia è in te

Quindi dare un giudizio unico a Secret Wars diventa difficile. Per quello che riguarda la singola serie, dal numero 1 al 9, Secret Wars vince su tutti i fonti. L’opera di Hickman è imponente, travolgente e complessa. Qualcosa di veramente bello da leggere, con una trama non banale e un approfondimento dei personaggi, soprattutto i cattivi, che tocca delle vette che da anni non trovavi in una serie mainstream. La storia, gestita su più livelli, si intreccia e sa tenerti spesso sul filo del rasoio. Hickman mostra una conoscenza profonda, quasi maniacale, dei personaggi coinvolti nella serie. E sono tanti, tantissimi. Soprattutto non delude i fan dando spazio ad eroi minori, ma molto amati, e ridando il giusto lustro e onore ai vecchi eroi che sono stati il punto di partenza di quello che è oggi, 75 anni dopo, la Marvel. Tutto questo supportato dalle stupende tavole di Ribic che rendono pienamente il senso di maestosità e imponenza che pervade la serie, ma tutto senza esagerare o pompando troppo sul testosterone. Certo, in alcuni numeri si vede un affaticamento e la complessità delle tavole dei primi numeri, cede il passo a soluzioni più sbrigative e meno dettagliate, ma credi sia anche colpa dell’eccessivo ritardo accumulato che ha stretto i tempi di produzione. Altro punto di forza sta nella potenza dei colori di Svorcina che rendo il tutto ancora più epico.

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Ecco appunto

Analizzata nel complesso, e quindi nella sua eredità, Secret Wars lascia un po’ l’amaro in bocca. Ti aspettavi qualcosa di più coraggioso per il finale. E il finale stesso ti è sembrato poco chiaro e un po’ facile. Se l’obbiettivo della Marvel era quello di fermare le serie regolari per un po’ di mesi, riorganizzare le idee e ripartirne con nuove, allora il compito è stato svolto alla perfezione. Però tu volevi qualcosa di più arrogante, alla fine i grandi cambiamenti sono quelli avvenuti durante la fase Now della riorganizzazione della Marvel. Certo, poi con il tempo magari dovrai stampare questo testo e rimangiartelo perché sarai stato smentito, oppure ti troverai tra un anno a lamentarti dell’ennesima stagnazione e del ritorno di tutti i vecchi eroi che dovevano essere stati cancellati da questa serie.

E quindi? Quindi Secret Wars alla fine è un’opera poderosa, mastodontica nel suo insieme. Il culmine di una ristrutturazione della Marvel che ha di base del coraggio e una gestione impeccabile. Hickman aveva già dimostrato con Infinity di aver la capacità di scrivere storie complesse e strutturate cariche di potenza. Se questo mega evento doveva servire come slancio per qualcosa di nuovo e differente, la partenza brucia la Distinta Concorrenza  alla prima curva. Secret Wars è più di tutto una storia potente. Di quelle che sanno emozionare e catturare il lettore. Quelle per cui vale la pena, alla tua età, scrivere questi lunghi, lunghissimi post.

 

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