La Passione Di Caprio – REVENANT

Di Revenant ne avevi già parlato qui, quando uscì il primo trailer. Certo, era un post molto (molto) stupido, ma là fuori, nell’internet, c’è gente che prende tutto dannatamente sul serio. Comunque è finalmente arrivato anche in Italia l’ultimo film di Alejandro González Iñárritu che, più che il regista, con quel nome lì lo vedresti bene a fare il narcotrafficante messicano. Il ritardo accumulato con l’uscita americana (quasi due settimane) e l’ondata di premi e recensioni positive, ha fatto si che a) le tue aspettative crescessero enormemente e che b) trapelassero un sacco di anticipazioni sul film stesso. Una combo pericolosa che porta te (ignaro) ad aspettarti un film, mentre lui (Iñárritu) a farne un altro.

901618-alejandro-g-inarritu-mostra-venise
Alejandro – Occhi da matto – Inarritu

Di Iñárritu avevi visto svogliatamente una sera Babel, partendo dal presupposto che tanto di meglio non fanno in giro. Il fatto è che Babel ti sorprese e ti piacque molto, ma il resto dei suoi film, sempre per la succitata svogliatezza, non li hai mai recuperati, nonostante tutti ti dicessero di farlo. Poi capita che esce Birdman e va a finire che Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza)  finisce dritto dritto in cima alla lista dei migliori film dell’anno. Ma come hai spiegato qui, facciamo finta che l’anno sia il 2014 per un evidente conflitto d’interessi con Mad Max. Quindi ora, ad un anno di distanza, esce un nuovo attesissimo film di quest’invasato regista messicano. Pellicola che si porta dietro, per quel che ti riguarda, moltissime aspettative  e che dove confrontarsi, per forza di cose, con quel capolavoro di folle lucidità che è Birdman.

The-Revenant1
Leonardo – Occhi da matto – Di Caprio

Revenant parte e mette subito in chiaro una cosa: qui non ci sono mezze misure. Iñárritu ha deciso di girare l’intero film in ambienti più incontaminati possibili, tutto in esterna, in uno dei posti più freddi e inospitali del mondo, costringendo gli attori coinvolti a vere prove di resistenza fisica e psicologica. Se a questo ci aggiungi che il direttore della fotografia Emmanuel Lubezki, che a differenza del povero Leo punta al terzo Oscar consecutivo, ha deciso di girare solo con luce naturale, quindi restringendo il tempo effettivo per filmare ad un paio di ore al giorno, è facile capire come i nervi fossero tesi durante le riprese. Tanto tesi che si dice che Tom Hardy, da vero uomo, sia venuto alle mani con Iñárritu. Tensioni che sembrano non essere nemmeno tanto assopite visto le tante frecciatine che Di Caprio non smette di lanciare ad Iñárritu durante le conferenze stampa.

leo-bear.jpg
The bear…

Tutto questo nel film si percepisce. O meglio lo si percepisce attraverso il volto distrutto e sfiancato di Di Caprio. The Revenant è un film sporco, freddo e crudelmente violento. Un film gelido, nel senso fisico del termine, che ti trascina dentro questa sadica storia di sopravvivenza estrema. O il film, o la sala dove lo hai visto che ha ben deciso di non accendere il riscaldamento. Empatia a livelli estremi. Estreme come tante sequenze di questo film che se non fosse diretto dallo stesso regista di 21 Grammi, potrebbe benissimo essere un torture-porn emulo dell’Hostel di Eli Roth. Solo che la violenza attraverso cui passa il protagonista, hanno un senso. Quasi uno scopo terapeutico all’interno del mondo in cui questa storia è ambientata.

Il mondo di Revenant è un mondo dove tutto mangia tutto. Dove tutti cacciano tutti. Dove gli uomini uccido altri uomini. Dove l’uomo bianco, che è il male, ruba, brucia e violenta. Un mondo in cui la violenza sembra essere l’unico modo per farsi rispettare. E proprio in questo contesto di macabro sadismo che il personaggio di Leonardo Di Caprio per te perde efficacia. In un mondo così brutale, Hugh Glass è mosso da una vendetta quasi nobile che a te è sembrata un po’ forzata. Il personaggio di Tom Hardy, il vero antagonista, invece risulta più credibile e quasi, quasi ad un certo punto patteggiavi per lui. Purtroppo, come nei suoi film precedenti, Iñárritu tende a buttarti dentro ad una storia già in corso, perciò tu hai fatto fatica questa volta a sentirti coinvolto nella storia di questo uomo coinvolto suo malgrado in episodio di Bear Grylls. Le motivazioni che lo spingono a sopravvivere sono affidati a dei flash back onirici che, a volte, inciampano su se stessi sembrando una brutta scena di un brutto film di Malick. O del Gladiatore. Con tanto di fantasma volante che ecco, ci si poteva risparmiare. No, davvero.

7d2ebd56f361cb33_leod32.xxxlarge
…and the beard

Questo è il difetto, il mezzo punto, che non ti ha fatto gridare al miracolo. Che sia chiaro, è un punto di vista molto personale, ma eri più esaltato sulla V8 di Mad Max che sul cavallo di The Revenant. A proposito, i due film (Mad Max e Revenant), hanno molto in comune a partire dal protagonista che grugnisce invece di parlare, per finire col fatto che Tom Hardy ha rischiato di picchiare anche George Miller. Solo che Miller ha 79 anni ed è stato risparmiato. Che signore Tom. Ora, credi che nessuno dei due vincerà l’Oscar come miglior film, troppo fuori target per l’Accademy, ma in uno scontro ad armi pari, vince sicuramente il mondo post-apocalittico di Miller. Sempre in tema di Oscar, più che Di Caprio, l’Oscar se la merita Tom Hardy come Migliore Attore Non Protagonista, anche se vorrebbe dire anni e anni di analisi per il povero Leo. Non a  caso è a lui che è affidato il miglior monologo del film (quello sullo scoiattolo e Dio). Poi Di Caprio vincerà quasi sicuramente l’Oscar stavolta, ma questa non è la miglior interpretazione di Leo. Questo personaggio, il bianco che in qualche modo diventa amico dei nativi, fa leva sul senso di colpa degli americani ed aiuta a portare a casa i premi, ma Di Caprio meritava l’Oscar per tutti i film precedenti per cui è stato nominato. Il problema è che quella che ormai è una meme dell’internet, sia diventata una vera ossessione per lui. Di Caprio vuole a tutti i costi quella maledetta statuetta altrimenti non si spiegherebbe perché un attore deve finire a mangiare fegato crudo o a gettarsi in fiumi ghiacciati vestito con una pelliccia d’orso.

4 e mezzo

Per il resto Revenant è un film impeccabile, poderoso e adrenalinico. Le sequenze d’azione sono spettacolari nella loro crudezza e potenza, mentre i campi lunghi rallentano tutto, finendo per  sminuire l’impresa del protagonista davanti ad alcuni paesaggi che sono veramente di una bellezza disarmante.  Iñárritu ha un senso del ritmo incredibile e la capacità di muovere e mescolare le inquadrature unica nel suo genere. Ormai i lunghissimi piani sequenza con decine di comparse sono diventati un marchio di fabbrica. Iñárritu è ad oggi un investimento sicuro, un regista con un visione chiara e allo stesso tempo totalmente folle. Uno per cui vale la pena andare al cinema perché sa sorprendere, divertire e creare. Poi se farà incetta o meno di Oscar alla fine interessa poco o niente a nessuno. Quasi a nessuno.

leonardo_dicaprio_revenant
GRRRRRRRR

3 Comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...