Quel coglione di DEADPOOL – La recensione del film

Chiariamo subito una cosa, tu non sei un grande fan di Deadpool. O meglio, il Mercenario Chiacchierone è divertente, sboccato e chiacchierone (appunto), ma alla lunga stufa. Come quel tuo amico che parla tantissimo e infila battute sceme un po’ ovunque. Uno, per capirci, con cui ci esci volentieri il giovedì sera per una birra, ma non ci pensi nemmeno ad andarci in ferie. Perché alla lunga diventa pesante avercelo a fianco. E un po’ questo il motivo per cui non hai mai seguito tantissimo la carriera fumettistica di Deadpool, e sempre per lo stesso motivo per cui non trovi mai qualcuno con cui andare in ferie. Ma hai comunque tutti i giovedì impegnati.

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Hello, it’s Me

La carriera editoriale di Deadpool inizia nel 1991 come semplice comparsa all’interno di The New Mutants #98, dove fallisce miseramente il suo scopo (quello di uccidere Cable), ma fa incredibilmente breccia nel cuore dei lettori che cominciano a chiederne di più. Deadpool nasce come espediente del disegnatore della serie (Rob Liefeld) che , infastidito dal fatto di non poter usare personaggi come Spider-man e Wolverine perché impegnati sulle testate principali, decide di crearne uno tutto suo che assomigli a tutti e due. Il costume rosse, le battutine sceme e il fattore rigenerante sommati al fatto che è un chiaro tributo a Deathstroke della Distinta Concorrenza.  Dal ’91 ad oggi la fama di Deadpool è cresciuta in maniera esponenziale, guadagnandosi una serie tutta sua e venendo usato come il curry da mettere dentro a tante serie Marvel per darci un po’ di gusto, o per coprire l’odore di stantio.

Solo nel 2009 c’è la prima apparizione cinematografica di Deadpool ma in un film con i mutanti, per il solito gioco di diritti d’autore venduti dalla Marvel, quello per cui gli X-men (e tutto quello che è a loro collegato) appartiene alla 20th Century Fox. Il film in questione è il disastroso e terribile X-Men le origini – WolverineFilm brutto e fatto male che cercava di sfruttare l’interesse crescente verso il Mercenario Chiacchierone buttandolo dentro allo scontro finale con Wolverine, peccato che sia tutto sbagliato dal principio.

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Tutto

Leggenda vuole che Ryan Reynolds  sgomitò tantissimo per avere quel ruolo, e che ci tenesse così tanto a questo personaggio da restarci malissimo per come uscì il mercenario in X-Men le origini e che cominciò a provarle tutte per trovare dei finanziatori per sostenere un progetto in solitaria del The merc with a mouth. Sta di fatto che misteriosamente qualcuno (forse lo stesso Reynolds) fa uscire nell’internet un test footage  per addetti ai lavori (leggi possibili finanziatori), con una sequenza per un ipotetico film su Deadpool. Da lì in poi si scatena la Deadpool-mania. Il popolo del web impazzisce urla a gran voce il nome di Wade Wilson, la 20th Century Fox sente il suono dei verdoni e Ryan Reynolds può finalmente tornare a vestire i panni di un supereroe, cercando di far dimenticare a tutti la brutta esperienza precedente.

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Questa esperienza precendente

Dopo questa lunga, lunghissima, introduzione arriviamo ad oggi. Deadpool, dopo una massacrante campagna pubblicitaria che lo ha visto fare di tutto, tranne che promuovere il film in sè, arriva finalmente anche in Italia portandosi dietro solo commenti positivi e i plausi perfino dalla concorrenza ( che in questo caso sono i Marvel Studios). Ora c’erano due strada da percorrere per fare un film su un mercenario violento, prolisso e con una bassa moralità. La prima, quella del politically-correct che prevede di evitare la censura, adattare il film per famiglie, snaturare il personaggio, deludere i fan e incassare quel tanto che basta per coprire le spese e se ci scappa farsi una pizza con la troupe. Strada che, si sa, porta al niente. O a Wolverine – L’immortale. La seconda opzione era quella del fottiamocene di tutto e tutti che prevedete di prendersi un bel Rated R, vietarlo ai minori di 17 anni e pestare l’acceleratore sulla violenza e mostrare tette, culi e teste che rotolano. E sai che c’è? La seconda strada è maledettamente divertente.

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Quello dietro è la vera spalla comica del film

Prendi un regista esordiente, tale Tim Miller, e affiancalo agli sceneggiatori di Zombieland. Poi buttaci dentro un attore che ci crede tantissimo e otterrai una baraonda chiassosa di sangue e battute sconce.  Alla fine Deadpool sarà un film di supereroi, con supertizi che si picchiano e tutti i canoni del genere tra cui la storia d’amore, la spalla comica e il cattivo super cattivo e insensibile. Solo che la non linearità della storia e il non farsi problemi di censura o problemi in generale, permette al personaggio di Wade Wilson di uscire completamente dal classico stereotipo del cattivo per necessità che diventa buono. Wade è un antieroe vero. Un cazzone. Uno che pensa a se stesso e alla sua vendetta prima di qualsiasi altra cosa. Tutto questo mescolato alla caratteristiche che lo hanno reso così celebre nei comics e che nel film vengono enfatizzate, e sono proprio queste cose ad essere il vero super potere di Deadpool. Quindi l’ironia dissacrante, di cui è farcito il film, e l’autoironia molesta con cui si auto infligge colpi bassi a ripetizione. E poi quella fantomatica quarta parete abbattuta a calci che permette giravolte mortali di stupidità. Dove perde ritmo il film è nella genesi fisica del personaggio, nel suo diventare ciò che è. Strano da dire, ma l’hai trovata fastidiosamente prolissa e perfino troppo lenta per il ritmo generale del film. Avresti preferito una cosa molto più asciutta e si,ti dispiace ammetterlo, più in linea col fumetto. Per il resto tutto funziona, e il resto sono le botte e gli scontri. Magari la fisica dei modelli in CGI non sarà il massimo, ma qui la gente si picchia, si trafigge e sanguina. E poi tutto esplode. Una festa insomma. Una festa a cui non volevi partecipare, ma da cui torni a casa sbronzo e felice.

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4 e mezza su 5. Deadpool non è un film esente da difetti, ma il suo essere così cazzaro ti fa sorvolare sulle sue incongruenze e debolezze. E’ un film tutto carisma e poca sostanza, messo in piedi con pochi soldi e molto coraggio da parte di chi ci ha creduto. E questo per te è il suo più grande pregio. Poteva essere un’arma a doppio taglio questo Deadpool senza freni, lo Scary Movie dei film con i super eroi, invece ne è uscito un prodotto valido. I Marvel Studios continueranno per la loro strada è produrranno film con supertizi per grandi e piccini. La DC Comics (quindi la Warner) dovrà fare i conti con l’effetto Nolan con cui sta ritinteggiando tutto. Mentre la Fox potrebbe aver aperto le porte ad una nuova strada per i superhero movie.  Quella degli eroi vietati ai minori, perchè sì, anche i super eroi fanno sesso.

 

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