Corri ragazzo laggiù – LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT la recensione

Quando, sul finire degli anni 70, l’Italia venne invasa dai cartoni con i Robottoni Giganti Giapponesi tu non eri nemmeno nato. Le storie su Goldrake, Mazinga e soci, per te sono sempre state tipo delle leggende tramandate oralmente dai più vecchi, che con la nostalgia negli occhi ti raccontavano di quanto fosse magico quel periodo quando C’erano i cartoni belli. Roba tipo mondiale dell’82, che non puoi capire se non c’eri. Poi però è arrivato anche il tuo di mondiale, quello calcistico del 2006, è quello molto più personale dovuto all’invasione cinematografica dei superhero movie. Una tua passione, quella per il fumetto americano, che diventa improvvisamente di moda e ora, sfruttando l’onda d’urto, un film italiano che prova a fare il verso alle mega produzioni americane giocando la carta della nostalgia con un inside joke nel titolo: Lo chiamavano Jeeg Robot. Poteva essere un disastro, invece è un piccolo capolavoro.

Quando in Italia si prova ad imitare il cinema americano, quello fatto di grandi blockbuster e di mega-investimenti, si finisce spesso per fare delle figure misere. Te lo ha ricordato poco tempo fa Salvatores con il suo Il Ragazzo Invisibile, uno che, è giusto ricordare, quasi ci riuscì nel lontano 1997 a fare un prodotto all’altezza con il suo Nirvana. Film che rivisto oggi, a te piace ancora molto. Dicevi, di solito si rischiano le figuracce e le prese in giro. Si, ma perchè? Perché non puoi trasportare pari-pari la storia  di un ragazzino che acquisisce dei poteri tramite il morso di un ragno radioattivo, e sperare che funzioni all’interno del contesto sociale italiano. Non può, perchè è una storia americana, con personaggi e scelte che funzionano nel paese di Donald Trump. Non in quello di Falvio Briatore. Lo chiamavano Jegg Robot non fa questo errore e infatti si fa prendere sul serio da subito, dalla prima sequenza, perché mette in chiaro una cosa: questo non è il New Jersey, questa è Tor Bella Monaca.

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Altro che Coney Island

La storia alla base dei Lo chiamavano Jegg Robot è quanto di più semplice ci si possa aspettare da un film sui supereroi, con tanto di acquisizione dei super poteri attraverso dei barili contenenti sostanze radioattive. Tipo Daredevil, ma senza bastone per ciechi come conseguenza. Tutto estremamente lineare. L’eroe che non vuole essere eroe e che odia tutti, ma scoprirà che da grandi poteri derivano grandi responsabilità. La bella svampita da proteggere e salvare. E ovviamente il pericoloso piano criminale da sventare per salvare la città unicamente con le proprie forze. Tutti archetipi classici del genere, perchè Lo chiamavano Jegg Robot è di base un film di supereroi. Ma se di fermasse a questo sarebbe soltanto un’altra copia masterizzata male di un film Marvel, e l’avrebbero chiamata Captain Tricolore.

Invece la bravura di Gabrielle Mainetti (regista) e di Nicola Guaglianone e Menotti (sceneggiatori) è di rapportare tutto alla realtà italiana. Ecco che allora Enzo (uno strepitoso Claudio Santamaria) è un disadattato che vive di piccoli furti, cresciuto dentro al degrado di Tor Bella Monaca che ha visto tutto quello che di buono c’era attorno a lui, sfasciarsi completamente. I 5 minuti in cui il protagonista racconta se stesso sono, a tuo avviso, una dimostrazione di classe e bravura che non vedevi da tempo al cinema. La bella (e bella davvero) da salvare diventa una ragazza con problemi psicologici e un passato di abusi che vive in un mondo che lei si è costruita per proteggersi. E poi, come i migliori fumetti insegnano, ciò che rende grande un eroe è il suo nemico. Lo Zingaro, che già con quel nome lì potrebbe essere un villian perfetto, interpretato in maniera incredibile da Luca Marinelli. Un personaggio ecclettico, complesso e tremendamente intrigante. L’esatto opposto dello schivo e poco loquace protagonista. Lo Zingaro è figlio dell’Italia di oggi, del voler apparire a tutti i costi. Il prodotto dei social, dei reality, delle visualizzazioni e del mantra malato del Dover lasciare a tutti i costi un segno. Spettacolare nel suo essere un connubio tragicomico di piccolo criminale e cantante melodico fallito.

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Er Gioker

Lo chiamavano Jegg Robot è un piccolo gioiellino, certo non esente da difetti, ma tutte piccole sbavature su cui puoi tranquillamente sorvolare. Un piccolo film, con un piccolo budget, ma con un grandissimo coraggio. Un prodotto sincero, che non vuole essere fracassone o arrogante e nemmeno ridicolo o forzatamente comico. Lo chiamavano Jegg Robot è un film con le palle. Girato con un grandissimo ritmo e con uno stile invidiabile, dove anche le sequenze d’azione non diventano ridicole o penose. Ci sono cazzotti e proiettili, sangue e teste mozzate. Si ride, ma sempre con una vena malinconica. Ma soprattutto c’è una grande intelligenza nel gestire la nascita del primo vero super eroe italiano. Con tutte le conseguenze che questo potrebbe avere.

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5 su 5. Lo chiamavano Jegg Robot vale il prezzo del biglietto, e vale la pena di supportarlo il più possibile. Vale la pena per la pellicola in sé, ma anche per Roma. Ancora lei. Dopo la Roma piovosa e corrotta di Suburra, e la Roma giovane e svogliata dei The Pills, arriva la Roma degradata dei quartieri periferici di Lo chiamavano Jeeg Robot. Ancora la Città Eterna come sfondo per l’ennesima produzione italiana che sta dimostrando che il cinema italiano non è morto, anzi il cinema italiano di genere è vivo e si sta rimettendo in piedi. Proprio come Enzo. Roma che cambia faccia, che diventa un’altra a seconda della visione che le si vuole dare. Roma puttana, giocosa o emarginata. Roma che è allo stesso tempo il vanto dell’Italia e la sua punta morale più bassa. E Lo chiamavano Jegg Robot è proprio questo, una dimostrazione di forza e coraggio all’interno di un Paese che sembra aver perso entrambe le cose. Forse starai esagerando e montando troppo di significato un film che, di suo, è molto semplice. Però, arrivato ai titoli di coda volevi alzarti e andare prendere le 6 persone che c’erano in sala con te e urlargli in faccia Ma avete visto che cazzo di roba è ‘sto film!!!

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