IL LISTONE DEL MESE – Marzo 2016

Una rubrica nuova a cadenza mensile. Speri. Alla fine tra passaggi in tv, pesche nell’internet e tessere del cinema ti vedi un bel po’ di film. Pellicole che poi, un po’ perché non nè hai voglia e un po’ perché non hanno tanto a che vedere con il blog, non finiscono tutte nella grande famiglia delle recensioni. Così, visto che comunque a te piace dire la tua anche se nessuno ti ha chiesto niente, ecco una listone veloce-veloce di quello che ti è passato sotto mano nel mese precedente. Tra roba vecchia, roba di dubbia qualità e roba per cui non vale la pena spendere 9 euro d’ingresso al The Space. In fondo all’articolo, la menzione speciale per il migliore del mese, nel suo piccolo. Altro che Oscar.

MISSION: IMPOSSIBLE – ROUGE NATION

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Uno dei migliori film d’azione che hai visto negli ultimi mesi e forse il migliore della serie, sotto questo punto di vista. C’è poco da fare. Tolto il primo capitolo che ambiva a qualcosa, gli altri Mission Impossible sono la sagra del fammolo esagerato. Solo che lo fanno prendendosi in giro e con una sana dose di esplosioni e macchine sfasciate. La sequenza iniziale con l’aereo e l’inseguimento in moto sono da incorniciare. Per il resto la trama è sempre la solita. C’è l’IMF che rischia di essere smantellata da qualche altra organizzazione ancora più super segreta. C’è Ethan Hunt che salva tutti con i suoi piani privi di senso logico. C’è la super-figa che sa picchiare. E c’è il cattivo con la faccia da cattivo e il vestito nero.

 

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

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C’è una spiegazione anche a questo. Giuro. Volevi andare a vedere PPZ aka Pride and Prejudice and Zombies e per avere un giudizio rotondo e completo (cit.) ti sembrava anche il caso di vedere il prequel. Poi è anche vero che la povera santa con cui condividi la tv, ogni tanto si merita i suoi spazi. Non si può vivere solo di pugni e calci volanti. Alla fine per te è un film come un altro. Solo che si vestono strano e si amano in maniera passionale. Ma niente sesso. E’ tutta una storia di lunghi sguardi intensi. Il film si concede qualche vezzo registico con qualche piano sequenza, ma niente di più. No, non hai pianto. Si, speravi tanto nell’invasione zombie.

THE DROP

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Uscito in Italia con il tristissimo titolo Chi è senza colpa, il film vede l’ultima interpretazione  apparizione cinematografica di James Gandolfini, meglio noto come Tony Soprano, quindi è abbastanza ovvio aspettarsi una storia di mafia e italo americani. Tu non hai mai seguito I Soprano e quello che ti ha spinto a vedere questo film è il fatto che ci sia Tom Hardy e che la locandina sia molto bella. The Drop è un buon thriller drammatico, ma senza grosse pretese. Ha una bella svolta nel finale, merito anche proprio dell’interpretazione di Tom Hardy. Il pregio più grande del film sta nel non cercare di dare giudizi morali o una visione superiore a tutto.

 

ZOOLANDER 2

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Quando chiedevi in giro Allora com’è Zoolander 2? la risposta che ti arrivava più spesso era Carino, ma non vale la pena pagare un biglietto per vederlo. Dopo averlo visto la prima cosa che hai pensato è stata Carino, ma fortuna che non ho pagato un biglietto per vederlo. Nonostante ci sia un legame divertente con il primo e nonostante le decine di camei di personaggi più o meno famosi, Zoolander 2 non regge il confronto con il predecessore. Non hai trovato scene epiche o dei nuovi tormentoni e in generale niente per cui valga la pena incorniciarlo come Nuovo Re della commedia non-sense all’americana. Ci sono solo un paio di cose che funzionano e fanno ridere, o forse sarà che la vera moda è sempre più simile a Zoolander e non c’è più nulla da prendere in giro.

P.S: il vero pregio del film sta nell’averti reso simpatico Sting almeno per una volta.

 THE DANISH GIRL

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Visto più per la curiosità che ti ha suscitato il fatto che la donna nella locandina qui di fianco non è una donna, ma l’attore Eddie Redmayne. Se ne La teoria del tutto, in controtendenza a tutti, a  te non aveva così entusiasmato, qui l’attore britannico ti ha pienamente convinto. Il film si sostiene sopratutto sulle gigantesche interpretazioni dei due attori protagonisti. Da una parte lui che vuole essere una lei, dall’altra parte lei, Alicia Vikande che si è portata a casa anche un meritatissimo Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista. Nel mezzo c’è una storia molto intensa e sorprendentemente vera, quelle storie che magari a te non strappano fiumi di lacrime, ma ti fanno riflettere. Peccato per la sequenza conclusiva dello scialle volente che uccide il pathos.

P.S: qualcuno sgonfi Matthias Schoenaerts.

Premio Lacrimuccia d’Oro a ST. VINCENT

7919_poster_iphoneLa storia della carriera solista della cantante statunitense dopo l’abbandono della band Sufjan Stevens. Ok, la smetto con la battute che non fanno ridere. Se c’è una cosa che sanno fare gli americani sono le commedie agro-dolci, che un po’ ti fanno ridere, e un po’ ti fanno commuovere. Allora prendi un vecchio cinico bastardo, che però sotto sotto ha il cuore tenero, un bambino sfigato che ha bisogno di una guida, una madre super incasinata e una prostituta russa incinta e ne esce un filmetto leggero, divertente, ma anche molto bello. Il protagonista è perfettamente cucito addosso al sempre mitico Bill Murray che esalta i difetti e le virtù di questo santo di quartiere. Un film di quelli che alla fine scaldano il cuore e ti fanno arrossire gli occhi. Perchè anche i veri duri sotto, sotto, hanno dei sentimenti.

 

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