WrestleMania 32 – No Spoiler

Insomma domenica si è tenuta all’AT&T Stadium di Arlington in Texas, la 32esima edizione di WrestleMania. Ovvero il super-mega show della WWE, che come avevi spiegato qui parlando di Donald Trump, è tipo il Superbowl del Wrestling. Così ti sei trovato con una paio di amici a pizza, birrette e 4 ore e 50 di gente che fa finta di picchiarsi. Perché sì, a 29 anni ti diverte guardare il wrestling. Perché sì, sai che è tutto finto. E perché sì, prendi questo sport entertainment per quello che è. Sarà per questo che a te WrestleMania 32 è piaciuta e ti va di parlarne senza prendere tutto troppo sul serio come fa troppa gente sull’internet, e senza spoilerare nulla (per chi magari se la dovesse ancora vedere).

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Non ti andava di sorbirti anche il pre-show di WrestleMania, visto la durata eterna già dello show principale, e anche per il fatto che non c’era nulla ti interessante nei 3 match che componevano il kick-off, almeno per te.

Quindi parti direttamente dal primo match del pay-per-wiev vero e proprio, cioè il Ladder Match per il Titolo Intercontinentale. Match veloce, divertente e con dei bei personaggi coinvolti. Il tutto ricorda ovviamente molto il 6 Man Money In The Bank che fino a qualche tempo fa era una stipulazione speciale solo per WrestleMania, fino a che Money In The Bank è diventato un ppv a se stante.Il momento Shelton Benjamin fa cose con le scale è stato sostituito dal momento Sin Cara sfonda le scale. A farla da padrona è ovviamente la contesa tra Kevin Owens e Sami Zayn, tanto per dimostrare quanta qualità c’è in NXT, che butta lì due o tre colpi che hanno fatto male a te che la guardavi. Unica nota negativa il vincitore, che a te proprio non sopporti. De gustibus.

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Fight Owens Fight

Il secondo match è quello forse tecnicamente migliore della serata, la contesa tra Chris Jerico ed AJ Stiles. Ora, a te Jerico non piace e non è mai piaciuto. Non ti piace il suo personaggio, non ti piace la giacchetta tutta led luminosi da goistraro con cui entra e non capisci l’accoglienza sempre positiva che gli riserva il pubblico. Non ti piace proprio lui insomma, con quel fisichetto tozzo e le braccine corte-corte, e non ti piace la sua faccia che ti ricorda troppo Bon Jovi. Fastidio Bon Jovi. Però bisogna dire che quando è in forma, e sopratutto quando ha contro uno come il The Phenomenal One, ne esce un match entusiasmante, pieno di mosse e contromosse. Certo, un finale un po’ così, ma comunque anni fa te lo sognavi di vedere AJ Styles in WWE. Che bello, il potere dei soldi.

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AJ BelliCapelli

 

Si va avanti con il 4-on-3 Handicap Match tra i New Day e la League Of Nation. Più che un Handicap Match a te è sembrato un classico 6 Man Tag 3 contro 3, ma va bene lo stesso. Il fatto che te impazzisci per i New Day e per Francesca, la tromba che suona Xavier Woods, ovviamente falsa il giudizio di questo match. Però qua funziona così, si va a simpatia. E loro tre a livello di simpatia sono i numeri uno. Poi se ci metti che sul ring Kofi Kingston e Big E se la cavano anche bene, ne esce uno dei tag team più belli e carismatici degli ultimi anni. Non puoi dire la stessa cosa per la League Of Nation che non ha alcun senso di esistere, se non quello di dare lavoro a 4 wrestler che non si sa più dove buttare. Tanto da usarli come pretesto per la classica comparsata a WrestleMania dei cagnetti ammaestrarti di Vince Mc Mahon, cioè Mick Foley, Stone Cold Steve Austin e Shawn Micheals.

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Sì. Erano vestiti da Super Sajan e sono usciti da una scatola di cerali gigante.

Arriva poi il match su cui avevi più aspettative, che è poi quello che ti ha più deluso, il No Holds Barred Street Fight Match tra la bestia Brock Lesnar e il pazzo Dean Ambrose. Sulla carta aveva tutte le potenzialità per essere l’incontro della serata, invece ne è uscito uno scontro sottotono e corto. Credi che il problema sia imputabile in parte alle limitazioni che impone la federazione sul sangue nei match, che è il vero must negli scontri senza regole, e in parte al fatto che il personaggio del Beast Incarnate è un po’ sfuggito di mano. Nel senso che ormai Lesnar è imbattibile, e trovare una maniera sensata di farlo perdere diventa sempre più difficile. Ambrose ci mette del suo e tira fuori qualche bella trovata, ma purtroppo non basta.

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Tipo questa

Tocca poi al filmato di recap della cerimonia dei nuovi introdotti nella WWE Hall of Fame, ma vorresti sorvolare sul fatto che quest’anno si stato inserito perfino Snoop Dog.

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La sobrietà

Poi tocca al Triple Threat Match per il WWE Women’s Championship. Ora, non vuoi passare per misogino, ma te le donne che combattono ti danno fastidio. Non è tutta colpa loro, ma della gestione Divas perpetrata dalla WWE negli anni che ha buttato sul ring delle zoccolone con delle enormi tette rifatte, che passano il tempo a tirarsi i capelli e lanciare urletti. Ok, ora le cose stanno cambiando e hai perfino cominciato a guardare qualche match femminile in NXT, perché ne vale davvero la pena. Ma cominciava a farsi tardi e quindi, dopo unanime consenso maschile, hai bellamente skippato. Evitando di sorbirti l’ictus ambulante che è diventato Ric Flair, e sua figlia Charlotte, la cosa meno femminile che hai visto in 29 anni di vita.

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WOOOOOO

Arriva poi il vero piatto forte della serata, che non è neanche il main event, ma è comunque il match che ha catalizzato di più l’attenzione di tutti, cioè il Hell In A Cell tra Undertaker (si, ancora lui) e Shane Mc Mahon (il figlio, 46enne del boss). Ora, Undertaker alla veneranda età di 51 anni, e dopo aver perso la sua streak di imbattibilità a WrestleMania 30 contro Brock Lesnar, ha tutto il diritto di ritirarsi e darsi al giardinaggio. Invece no, lui ci tiene un sacco a farsi male quando può. Peccato che il Taker di oggi sia una pallida imitazione del Taker di qualche anno fa, così le sue sporadiche apparizioni, talvolta sono dei disastrosi e lentissimi match comprensibili per un signore di 51 anni, e a volte sono delle scorribande violente, inconcepibili per un signore di 51 anni. L’Hell In A Cell di questa WrestleMania appartiene a questa ultima categoria. Cosa spinga due uomini adulti a scambiarsi vicendevolmente tanto dolore non lo capirai mai, e credi che se lo siano chiesti più di qualche volta entrambi domenica sera. Più di tutti Shane, che regala un OH MY GOD moment di quelli epici. Uno spot per i prossimi anni che difficilmente scorderai.

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OMG!

Ripulito il disastro fatto dai due vecchietti e portati fuori i morti, tocca ad un altro classico dei WrestleMania: il Big Show Moments. C’è ne uno quasi ogni anno e stavolta è stato lo scontro con  Shaquille O’Neal (quel Shaq) all’interno della André the Giant Memorial Battle Royal. Un tripudio di gente inutile, qualche vecchia comparsa, per vincere un trofeo di dubbio gusto estetico e per dare il contentino un po’ a tutti. Guarda mamma ci sono anche io!

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Da mettere in bacheca

Un altro intermezzo abbastanza inutile di The Rock che esce con un lanciafiamme (giuro) per fare un annuncio importantissimo, quale? La trentaduesima edizione è riuscita a superare il record storico di spettatori di WrestleMania III, con 101.763 spettatori. Insomma, autoerotismo. Poi arriva la Wayt Family che lo disturba, si improvvisa un match di 6 secondi (davvero 6) con tanto di cameo di John Cena nel finale. Cosa è servito tutto questo? A giustificare questo.

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Che classe

Arriva finalmente il Main Event, quello che dovrebbe essere il match più importante della serata, ovvero Triple H vs Roman Reigns per il WWE World HeavyWeight Championship.  Se sorvoli sull’entrata di The Game, che da anni non ne imbrocca una fatta bene a WrestleMania, a te il match è piaciuto. Ben gestito, fisico e con qualche bel momento da coro This Is Awesome. Peccato che Reigns non piaccia al pubblico, o meglio il pubblico o lo fischia o gli è indifferente. Tutta colpa di una gestione disastrosa del personaggio che lo ha fatto diventare un main eventer senza il consenso della gente. Gravissimo errore. A te Reigns non dispiace, certo è un po’ legnosetto nei movimenti e non ha un grande carisma al microfono, ma sul ring se la cava molto bene. Non ti pare tanto corretto l’accoglienza che gli riserva il pubblico, anche perché il povero Roman ha più di qualche volta dimostrato di sapersi dare molto per strappare un maledettissimo consenso.

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Che poi quando si arrabbia diventa un casino

Alla fine a te WrestleMania 32 è piaciuta. Ti sei divertito e non ti ha annoiato tanto come avevano fatto le edizioni precedenti. Credi invece che a volte si prenda troppo sul serio il carrozzone da circo che è il wrestling, e così facendo ci si rovina anche il divertimento di guardarlo per quello che è: un enorme gioco.

 

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