PREACHER – La puntata pilota senza palle

E’ uscito ad inizio settimana la puntata pilota di Preacher, ma tu sei riuscito a trovare il tempo di vederla solo ieri. Poi ieri è successo che il mondo dell’internet è entrato in fermento per il tradimento di Captain America, e allora ti sei un po’ perso. Si insomma, già il trailer a suo tempo non è che ti avesse convinto così tanto, però era giusto dargli un’occhiata. In fin dei conti si parla sempre di una delle tue serie a fumetti preferite, la preferita se non fosse per quel finale lì, un po’ così.

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Il lato positivo

La parte positiva è che si sente che chi ha messo in piedi il tutto, ha letto e adorato il fumetto. D’altronde Seth Rogen, che è il produttore della serie (si, quello con cui James Franco fa i film scemi) non ha mai nascosto di essere un grande fan della serie Vertigo. Inoltre, sapere che c’è stata una supervisione da parte di Garth Ennis e Steve Dillon (i due creatori della serie), aiuta ad aumentare la sensazione di sentirsi a casa. Ovvio, la serie tv non seguirà pedissequamente il fumetto, ma almeno traspare da questa prima ora il rispetto e la riconoscenza del materiale di partenza. Certo, più che un episodio pilota sembra la prima puntata di una sit-com alla Will & Grace dove vengono solo presentati i personaggi, perché di base non succede praticamente niente. C’è molta cura nella caratterizzazione dei comprimari, dove a farla da padrona è sicuramente Cassidy e non ti stupiresti se andando avanti diventasse lui il centro carismatico della serie, un po’ come nella prima stagione di Gotham, dove il vero fulcro era il Cobelpot. Peccato più che altro per Arseface (nella traduzione italiana Faccia Di Culo) che sembra molto sottotono, per quel poco che compare.

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Il lato non positivo

Non ti piacciono (e qui cominciano i lati negativi), proprio fisicamente, gli attori scelti per la parte di Jesse e Tulip. E’ tipo un discorso tutto tuo, a pelle non li vedi incastrati bene nel ruolo che è quello dei due protagonisti. Però magari basta farci l’abitudine. La cosa che invece sembra non funzionare in generale, è l’impronta della serie. Ora, c’è molto Ennis in questa prima puntata. Quindi molta violenza esagerata, sangue e quel pizzico di sarcasmo politicamente scorretto tipico dello scrittore irlandese. Manca però di mordente, di carattere. Non c’è il cinismo tagliente e senza pietà che aveva il fumetto, e di base la serie tv non ha un’identità precisa. Non mostra niente di nuovo, o meglio non mostra quasi niente. Anche la messa in scena è sottotono e comunque priva di carattere, se non per qualche scelta simpatica nei cambi di location. Le scene d’azione poi ti sono sembrate montate male, e sicuramente prive dell’impatto potentissimo che avevano quelle di DareDevil. 

2 e mezzo

2 e mezzo su cinque. Nè carne, nè pesce. Continuerai a guardare la serie anche solo per capire quanto si discosterà dal fumetto e che strada deciderà di prendere. Però la sensazione è quella di un’occasione mezza sprecata, su cui si è investito poco (e parli proprio a livello economico), dove si è puntati più sul nome e sull’effetto nostalgia che sul dare un carattere preciso a Preacher. Certo, il materiale di riferimento è difficile, ma era chiaro dal primo numero che quel Preacher aveva le palle.

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