La “sconvolgente verità” alla fine di DC Universe: REBIRTH #1 ??

L’hai già detto più volte su queste coordinate, tu non sei un grande fan della DC Comics. Batman a parte. Batman è un’altra cosa. Tu sei più un Marveliano convinto, quindi non conosci bene intrecci e sviluppi del multiverso di casa DC. Questa tuo schieramento, equivale a dire che nel campionato del fumetto americano tifi Juventus, mentre la Distinta Concorrenza è più associabile al Milan. Passato glorioso, presente difficile e pieno di scelte sbagliate. Sarà, ma alla fine ti sei fatto fregare dell’evento che dovrebbe cambiare tutto e riscrivere completamente l’universo narrativo della DC. E Così ti sei sparato tutto d’un fiato questo DC Universe: Rebirth #1. Fregare dicevi, si perché alla fine il grande sconvolgimento c’è. Ma non si vede.

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Per farla breve, e spiegare le basi, serve un piccolo riassunto. Qualche annetto fa la DC ha deciso di resettare (o meglio riscrivere) il suo universo narrativo tramite un mega evento chiamato Flashpoint. Un po’ quello che aveva fatto nel lontano 1985 con Crisi Sulle Terre Infinite. Insomma Barry Allen, il secondo Flash, decide di tornare indietro nel tempo per prevenire la morte di sua madre, solo che l’annullamento di questo evento va alterare la realtà (tipo Thomas Wayne divenuta Batman a seguito dell’assassinio di suo figlio Bruce). Flash capisce di dover sistemare le cose (aka madre morta) e riportare tutto alla normalità. Solo che non proprio tutto ritorna alla normalità, visto che alcune alterazioni della realtà rimangono. Da qui parte il nuovo universo Dc, con l’evento editoriale The New 52 e tutte le testate (52 appunto) rilanciate dal numero uno. Mossa editoriale questa che  all’inizio spara la DC in testa alle classifiche di vendita, ma nel lungo scontenta i fan che si trovano per le mani un universo narrativo confuso e poco coeso. Gli eroi sono ringiovaniti, ma qualcuno conserva la continuty del vecchio universo, mentre altri si trovano la loro storia editoriale azzerata. Altri ancora spariscono e sono stati sostituiti da versioni alternative.

Da questo rimpastone ne esce con le ossa intere (e sempre ben piazzato nelle vendite) solo Batman, mentre le altre serie arrancano o si aggrappano a rilanci poco fortunati (vedi Superman e il DC You). Insomma, per arginare i danni, accontentare i fan e contrastare la concorrenza viene lanciato questo Rebirth. Ennesimo stop & go che promette di sistemare e sconvolgere l’universo DC. Lo fa? Circa. Come? Da qui in poi spoiler a ruota libera.

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Stavolta tocca a Wally West, già Kid Flash, e nipote del sopracitato Barry a fare da tour manager. In un lunghissimo e intricatissimo numero speciale, diviso in più capitoli e che coinvolge praticamente tutti i super eroi DC, Wally scopre che qualcuno si oppose a suo tempo alla sistemazione dell’universo per mano del precedente Flash. Da quanto DC Universe: Rebirth #1 lascia intuire, l’entità che interferì era il Dottor Manhattan di Watchmen. Proprio lui, l’essere onnisciente blu che girava nudo nella storica serie di Moore, sembra essere il fautore di tutto questo casino. Plausibile? A quanto pare si, su alcuni siti si fa riferimento al fatto che proprio alla fine di Watchmen il Doc dichiarava di voler creare una vita tutta su. Non hai avuto il tempo di constatare la cosa, ma ti fidi.

Insomma l’universo DC incontra ( o si scontrerà) con l’universo di Watchmen. Emblematico che verso la fine del volume proprio Bat trovi nella sua caverna il famoso smile insanguinato del Comico. Si certo, una mossa inaspettata e un rilancio niente male. Ma ora? Nella tua testa si aprono troppe domande. L’opera di Moore è una pietra miliare, praticamente intoccabile e vederla usata per salvare la faccia all’universo DC non ti piace tanto come scelta editoriale. Inoltre Batman si sta lentamente avvicinando a scoprire la vera identità del Joker, solo che ora a quanto pare sono tre persone diverse, e speri proprio (con tutto il cuore) che una di queste non sia il Comico. E poi chi è ora il Dottor Manhattan per il DC Universe? Un entità superiore, tipo un deus ex-machina, o il villian supremo? O, più semplicemente un’espediente narrativo per pulire la pipì uscita dal vaso?

Il confine tra coraggiosa scelta editoriale furba mossa editoriale è talmente sottile che per ora non ti sbilanci. Alla fine DC Universe: Rebirth #1 non butta l’asso e piglia tutto, ma sembra più bluffare per rilanciare.

 

 

5 Comments

  1. Io invece leggo entrambi gli editori, certo più Marvel che DC, eppure quando dico qualcosa do negativo sulla seconda mi danno subito del fanboy Marvel ma va beh (come che a me il Batman di Snyder non è piaciuto e ho trovato il personaggio e il suo mondo stravolto), a me piace il buon fumetto e dove lo trovo leggo, o almeno provo. Detto ciò rinascita è esattamente quello: pulire la pipí fuori dal vaso.
    Se ti può interessare ho scritto una recensione sull’argomento.

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