Il migliore in quello che fa – La recensione di Old Man Logan (Vecchio Logan la serie)

Ormai ci siamo lasciati Secret Wars (l’evento che prometteva di stravolgere tutto) alle spalle da un bel po’ di mesi, e dunque ormai si può cominciare a tirare le somme di quel che è All New – All Different Marvel ( in Italia La Nuovissima Marvel). Di base un rilancio che ha funzionato, scombinando un po’ le cose, mettendo in piazza un paio di serie veramente di altissima qualità affidate ai big (cioè Doctor Strange e Invincible Iron Man), qualche buona idea che nel tempo è scemata (tipo Uncanny Inhumans e Daredevil) è un piccola, inaspettata sorpresa. Una serie con protagonista un vecchio scorbutico e diffidente, legato ad un passato che non esiste più. E no, non stai parlando di Donald Trump.

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Tanto tempo fa, in un futuro lontano lontano…

Della miniserie di Old Man Logan (in Italia Vecchio Logan), uscita come tie-in durante Secret Wars, ne avevi già parlato qui, elogiandola per il suo carisma e, più in generale, definendola tra le migliori serie spalla di quel mega cross over. Però lo ammetti, non avevi chissà quali grosse aspettative per la serie regolare. Non tanto per i nomi coinvolti nel progetto, ma più che altro per la gestione del personaggio. Questo Logan si porta dietro il problema che affligge l’altro personaggio proveniente da un altro universo narrativo, salvato dal grande centrifuga post-Secret Wars, cioè Miles Morales aka Spider-Man senza l’Amazing davanti.

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…un mondo di lavori in corso

Di base questo Vecchio Logan è stato catapultato (sotto tutti i punti di vista) dentro BattleWorld e poi ri-catapultato dentro il Nuovissimo Universo Marvel senza una spiegazione vera e propria. O meglio la spiegazione vera è che il brand Old Man Logan vende bene e visto che abbiamo ammazzato l’altro Wolverine per vendere, e l’unico altro Wolverine che ci resta è una donna, ci serve una scusa per dare ad una serie un Wolverine maschio. Ma tutto questo toglie poesia alla storia. Dunque partivi scettico e invece ad oggi, dopo 8 numeri, metti sul podio delle migliori serie proprio questo Old Man Logan.

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Politically correct

Jeff Lemire, in maniera molto intelligente, non sorvola facendo finta di niente sul fatto che questo non è l’universo narrativo (quindi il passato) di questo Logan, errore a tuo avviso fatto da Bendis proprio su Spider-Man, ma invece usa a suo vantaggio questa problematica. Il Logan tratteggiato in maniera egregia durante la serie è un personaggio tormentato, pieno di dubbi che lo portano a compiere scelte spesso sbagliate. E’ Wolverine nei suoi scatti d’ira e nei suoi modi bruschi, ma allo stesso tempo è il Vecchio Logan che deve fare i conti con il suo tremendo passato, quello raccontato nella storica run di Millar. Proprio questo equilibrio narrativo tra presente e passato, tra giusto e sbagliato, delinea un personaggio a tuo avviso stupendo. Un vecchio uomo che deve fare i conti con il suo passato, pronto a tutto per sfruttare una seconda occasione che gli permetta di scendere a patti con i suoi demoni interiori. Conflitto questo maestosamente portato su carta nell’ultimo numero uscito settimana scorsa negli States.

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Serve davvero dire altro?

Poi, se a tutto questo aggiungi la coppia Sorrentino + Maiolo non può che uscirne qualcosa di spettacolare. La tua totale ammirazione per Andrea l’avevi già espresso tempo fa su queste pagine, ma ora non ti tocca che abbassare la testa e ringraziare ancora. Ci sono alcune tavole, anzi intere sequenze, in questi primi 8 numeri che ti hanno lasciato a bocca aperta. Adori il suo stile, per te (da profano) inarrivabile, nel muovere i personaggi e gestire l’azione. Una specie di firma che rende il suo lavoro unico in casa Marvel. Se bisognava ancora dimostrare qualcosa, quel qualcosa secondo te arriva, per assurdo, nelle sequenze più introverse, in cui il ritmo rallenta e l’attenzione si sposta sui volti dei personaggi e sulle loro emozioni. E se poi qualcuno non è ancora convinto si faccia una carrellata delle cover di questa serie. E poi chieda scusa.

5

5 su 5 per questo vecchio lupo solitario e per la sua nuova incarnazione. Vecchio, lento e combattuto, ma comunque il miglior Wolverine degli ultimi anni. D’altronde I’m the best there is at what i do, but what I do best isn’t very nice.

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