5 buone ragioni per leggere il fumetto di OUTCAST

Il prossimo 12 novembre esce in edicola (o in fumetteria, se preferite) il numero 10 dell’edizione italiana di Outcast, contenente gli episodi 18 e 19 dell’edizione americana. Di questa serie hai recuperato da poco tutti i numeri precedenti, un po’ per curiosità e un po’ perché ne avevi sentito parlare bene. Si, dietro c’è lo stesso creatore di The Walking Dead, cioè Robert Kirkman. Si, anche da questa hanno tratto una serie TV. No, non l’hai vista. E no, non sei un  grande fan di The Walking Dead. Però Outcast ti piace, quindi ecco 5 buone ragioni per cominciare a leggerlo. O consigli, se volete. Che qua nessuno obbliga nessuno.

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1 – Fa  paura

Si, lo so che è il metro di giudizio con cui si catalogavano i film quando avevi 16 anni. E’ bello? Fa paura. Però è anche vero che Outcast fa paura, o almeno è inquietante. Certo, tratta di temi, come quello della possessione, a cui tutti sono un po’ sensibili dal 1974 in poi. Ma lo fa rapportando tutto alla quotidianità,  giocando con il male che si nasconde nella vita di tutti i giorni, dietro a volti familiari. Dentro alle persone a cui vuoi più bene. E lo fa mantenendo tutto sotto un costante livello di angoscia. Angoscia (o paura se volete) restituita in modo fantastico dai disegni asciutti e spigolosi di Paul Azaceta, che ha una capacità incredibile nel dare espressione ai volti, ma soprattutto nel gestire i grandi silenzi della serie.

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2- E’ lento

Che sia chiaro, non aspettatevi grandi combattimenti o orde di demoni assetati di sangue. Outcast è una serie che fa della lentezza il suo punto di forza. Outcast gioca tutto sul non-detto, su lunghe sequenze silenziose e su una strana sensazione di stagnazione malvagia. Tutto questo, che in un altro contesto sarebbe un gravissimo danno, diventa il fulcro della serie e dona uno strano climax a tutto. Merito della copia di autori, ovvio. Da una parte Azaceta ha libertà di indugiare sull’espressività dei personaggi, facendoli parlare senza bisogno di parole. Dall’altra Kirkman è un maestro nel centellinare le informazioni e nel rallentare l’avanzamento della trama, senza fartelo pesare. O almeno la sensazione è che c’è qualcosa sotto, ma quel sotto lì è un mistero che si prende tutto il tempo per venire a galla.

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3- Costa Poco

Che anche questa cosa, non è mai da sottovalutare. SaldaPress, l’editrice italiana, ha deciso di stampare Outcast in bianco e nero, o meglio in una scala di grigi. Scelta che all’inizio non capivi, ma che ora trovi vincente visto come queste tonalità scure si sposino molto bene con il clima generale della serie. Scelta che, molto probabilmente, ha permesso anche si tenere controllati i costi. 2 euro e 30, uscita bimestrale con due storie. Poi, per chi vuole, ci sono anche i volumi  cartonati a colori. Per ora ne sono usciti due e contengono i primi due cicli narrativi, fino al numero 12.

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4-E’ nuova

Alla fine sono solo 9 le uscite italiane, che come detto contengono due numeri dell’edizione USA. Li trovate tranquillamente come arretrati sul sito di SaldaPress, o anche su E bay. Oppure cercate su Amazon e trovate gli ultimi Read-on Pack, una promozione estiva proprio di Salda Press che raccoglie in un’unica offerta i numeri dal 2 all’8. E badate bene che il primo numero di Outcast costava 1 euro, che poi su E Bay è un’attimo trovarlo a 5.

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5- A te piace un botto

E questo, tra i 5 punti, è quello che per te conta di più.

 

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