Le regole del gioco – La recensione di FAST AND FURIOUS 8

A te il 7imo capitolo non era piaciuto. Quindi ripartiamo da lì. Mentre il mondo esaltava Fast 7, forse tutti un po’ troppo presi dal momento Ci mancherai Paul Walker, a te non aveva per niente entusiasmato. Lo avevi trovato troppo gonfio, troppo sovra carico del peso di essere un elogio funebre, insomma l’avevi trovato troppo serio. Forse ti sei sbagliato tu, forse non avevi la giornata giusta e forse sì, gli devi dare un seconda opportunità. O forse, molto più semplicemente, non avei capito le regole del gioco.

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La trama

Mettiamo in chiaro una cosa da subito: Fast and Furious 8 è tutto sbagliato. E’ incoerente e banale, con dei buchi di sceneggiatura grandi come un cratere. Inoltre, se guardi bene, è un film talmente stereotipato da ediventare fortemente  sessista, razzista e omofono. Tutto questo se lo guardi dal lato sbagliato, se non accetti le regole del gioco appunto. Se non accetti Vin Diesel perennemente in canotta, o il fatto che Michelle Rodriguez abbia la stessa espressione corrucciata con testa leggermente inclinata di lato da ormai 5 film. Se non accenti un mondo dove la fisica si adatta alle situazioni, dove il governo americano affida la salvezza del mondo ad un gruppo di tamarri, dove tutto (ma proprio tutto) si risolve a bordo di un auto. Un mondo dove non esistono auto elettriche, la benzina non finisce mai e le macchine hanno un casino di marce.

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E possono volare

 

Se accetti tutto questo, se accetti le regole del gioco, Fast 8 diventa improvvisamente un film bellissimo, un capolavoro. E’ il marchio che Vin Diesel ha imposto fortemente (e lucidamente) alla serie. Lui, uno che ci crede pesante nella famiglia e che ha un idea chiarissima di dove vuole portare questa serie. La saga di Fast and Furious ormai vive di vita propria. Nessun altro film al mondo potrebbe avere una sequenza d’apertura (la corsa a Cuba) così fatta male, nel senso di dialoghi e utilità stessa alla trama, e uscirne con le ossa intere. Anzi peggio, uscirne mostrando fieramente i muscoli. Fast and Furious può. Perché tu non andresti mai dire a The Rock Ora basta però state esagerando, e non perchè con i pugni piega anche il ferro, ma perchè tu ne vuoi di più. Ancora di più.

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Lui può

Fast 8 sembra non avere limiti, tutto gli è consesso, tutto è accettato e tutto è girato ai 250 all’ora al grido di Qui non si butta via niente. Dove per niente intendi qualsiasi idea che gli passa per la testa. C’è un sottomarino e c’è un elica che gira, usiamo quell’elica per sfracellare qualcuno. In altri film si sarebbe scartata l’idea, visto che non serve a nulla, non porta a nulla. Qui no, qui non si butta via niente. In un momento storico in cui i Marvel e DC Comics cercano la loro rivalsa sociale al cinema, attraverso film lontani dallo stereotipo classico del fumetto, con concetti e messe in scena articolate e studiate, da lontano arriva Dominic Toretto che investe tutti impennando con la sua auto. Fast and Furious se ne frega delle chiavi di lettura e dell’approfondimento psicologico, e va dritto e spedito per la sua strada facendo esplodere tutto. Trama lineare, personaggi bidimensionali e massimo 5 minuti per parlare tra un inseguimento e l’altro. Così Vin Diesel e famiglia non sono più un gruppo di tizi con le macchine elaborate, ma sono diventati un gruppo di supereroi, ognuno con i propri superpoteri.

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The Avengers

Inutile dare un voto a questo film, tempo sprecato. Fast 8 o lo guardi o non lo guardi, punto. A te è piaciuto un botto. Ti sei divertito un casino, hai riso un sacco e sei uscito con il sorrisone dalla sala. Perché questo capitolo fa un passo indietro, almeno per te, e torna a giocare. La coppia The Rock vs Statham funziona benissimo ed è l’ennesima marcia in più del film, la sequenza New York è pazzesca e la sparatoria in aereo è qualcosa di troppo, troppo divertente. Insomma Vin Diesel ce l’ha fatta ancora una volta. La domanda più ovvia ora è che diavolo possono inventarsi per arrivare fino al decimo film? Ma dentro di te sai la risposta, lo spazio non è poi così lontano.

Abbiate fede in Dominic Toretto.

 

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