Fascisti su Marvel – La recensione di SECRET EMPIRE

Ormai da lettore seriale di comics made in USA sei abituato, anzi sei quasi annoiato dai mega eventi che promettono di cambiare tutto, ma che di base non fanno altro che riggirare una frittata che è stracotta. Ma tu puntualmente caschi nel trappolone. Così succede che un evento che avrebbe dovuto essere limitato al tuo orticello di super-tizi vin costume, finisca per attirare l’attenzione di altri media, diventando di colpo un enorme caso mediatico. Da qui le tua  altissime aspettative. Aspettative che, come dicevi prima, puntualmente si sgonfiano al sole come un palloncino con le sembianze di Captain America, scivolato dalle mani distratte di qualche bambino in lacrime. E si che dovresti esserci abituato ormai, alle delusioni intendi.

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Stai ovviamente puntando il dito contro all’ultimo cross over di casa Marvel, quel Secret Empire che doveva essere l’apice narrativo della lunga saga di Nick Spencer sulle testate di Captain America. Il fulcro di tutto, quel Hail Hydra pronunciato a denti stretti proprio dallo stesso Steve Rogers, che aveva fatto parlare molto e indignato ancora di più. Vero anche che ormai su internet ci si indigna per ogni cosa, ma andiamo avanti.

Secret Empire si portava dietro i soliti proclami ormai stra bordanti dell’evento destinato a cambiare tutto, mescolato e quella sensazione di deja-vù che, secondo te, sta affliggendo la Marvel sin dalla prima Guerra Civile tra super eroi, ovvero il fatto che il cattivo di turno sia uno che fino a ieri era dalla parte dei buoni. Però dalla sua Nick Spencer aveva fatto davvero un bel lavoro sulla mitologia di Captain America, nella serie regolare, andando a riscrivere il suo passato per renderlo coerente con questa nuova versione fascistona del caro vecchio Steve.

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Insomma fin qui tutto bene, peccato sia proprio l’evento di Secret Empire a non funzionare. Cioè buoni gli antipasti, ma scadenti le portate principali. La sensazione generale è che la Marvel volesse liberasi al più presto della patata bollente che era diventata questo Captain Amarica pro-Hydra, non tanto per la storia in sé, ma per la reazione, come sempre, spropositata dei lettori. Ormai il triste gioco di queste grandi multinazionali dell’intrattenimento è quello del fan-service puro e spietato. Accontentare il lettore il più possibile, dandogli prodotti semplici, multi etnici, politicamente corretti e soprattutto rassicuranti. E nascondere sotto il tappeto quello che non piace.

 

Così un evento che aveva dalla sua, visto come gira strano il mondo vero, un potenziale narrativo incredibile, è stato trasformato in una storietta senza spina dorsale chiusa in fretta e furia. Un cross over senza alcun impatto, nemmeno all’interno dell’universo narrativo della Marvel (salvo per qualche serie regolare), disegnato a pagine alterne da quasi cinque mani differenti. L’ennesimo evento che usa l’escamotage delle morti eccellenti e dei sensazionali ritorni, come scusa per tirare avanti fino al numero successivo. Una storia che spara le sue cartucce migliori nei primi capitoli, per poi lentamente declinare in un numero conclusivo di un prevedibilità disarmante. Ma credi che la colpa non sia tanto del povero Spencer, ma di chi da sopra tira le fila.

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Sembrano lontani, anzi lontanissimi, i tempi in cui il fumetto popolare americano volevano dire qualcosa, o per lo meno cercavano di filtrare il malessere della società. Oggi è tutto un gioco di numeri basato sui dati di vendita. Così le buone idee sono solo quelle che vendono e che non fanno arrabbiare il pubblico. E tutto diventa una scusa per rilanciare dal numero #1 una nuova serie che andrà a gonfiare i dati di vendita. Ma nessuno, in casa Marvel, sembra pensare al lettore, e non al consumatore.

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Insomma un vero peccato. Perché le basi c’erano, le idee giuste pure, e il contesto storico-sociale perfetto per una storia che aveva il suo fulcro in un presente dispotico, controllato da oscuri poteri forti con la passione (sotto, sotto) per le svastiche. Invece questo Secret Empire sfuma via, senza infamia ne lode. Certo manca la scena post-credit (il numero Omega in uscita questa settimana in America), ma non credi basterà questo a salvare la baracca.

Ora largo a Generations, altra operazione di marketing salva-nostalgici, e poi tocca a Legacy. L’ultimo mega-evento (almeno per 18 mesi) che promette di cambiare tutto e sconvolgere l’intero Universo Marvel. Staremo a vedere, intanto ci sei cascato di nuovo. Ancora.

3 Comments

  1. E ancora ci cascherai. Così come me. Non ho ancora letto la saga in questione, aspetto l’edizione italiana ma non leggo Cap, quindi non posso dire la mia ma sulla riflessione generale concordo ma più che parlare di buono che diventa cattivo io parlerei di eroi contro eroi, solo Secret Empire devia nella direzione da te citata, e la cosa mi sta stancando, anzi lo ha già fatto. Funzionava all’epoca di Civil War, quella cera non la porcata commerciale di qualche mese, mi andava con House of M ma dopo basta. Sto leggendo inumani vs X-Men e non ne trovo il senso. Se proprio vogliono continuare con le saghe dovrebbero davvero pensare ad un approccio più classico ed eroico nel senso puro del termine, spero che generations porti a quello più che al ritorno degli eroi originali.

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