Il nuovo (di) Zerocalcare – MACERIE PRIME la (non) recensione

Magari non conoscete Zerocalcare. Cioè, può essere. Può essere che negli ultimi 10 anni abbiate vissuto reclusi dentro un bunker sotterraneo, convinti che fuori il mondo fosse stato distrutto da un’attacco alieno e contaminato da nubi tossiche. E ora che siete finalmente usciti questo articolo è la prima cosa che vi è capitata sotto gli occhi. Può essere. Beh ecco, sappiate che Zeroclacare è quella cosa che il TG1 definisce fenomeno generazionale. Quindi a te ha fatto un po’ strano che del suo ultimo libro, Macerie Prime, se ne sia parlato poco. O almeno nei canali dell’internet che tu solitamente bazzichi, se ne è trattato poco. Perché? Beh, perchè effettivamente c’è poco da dire (per ora).

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Tu non sei un fan della prima ora. Anzi, hai cominciato a seguire Zero quando già era qualcuno sul web, quando insomma le raccolte hanno cominciato a diventare le Più Vendute su Amazon. Ti piace Zerocalcare. Ti piacciono i suoi riferimenti culturali, che poi sono i tuoi, come ti piace la sua sfigaggine  e il suo senso di inadeguatezza, che anche quelle sono un po’ tue. Tutto molto divertente, ma comunque intavolato per piacere ad un certo tipo di pubblico. Poi arriva Dimentica il mio nome, primo vero romanzo, a dimostrare che oltre alle recensioni svolgiate e alle storiette d’appartamento, c’è molto di più a Rebibbia. Poi, come se non bastasse, arriva Kobane Calling, un libro che, non scherzi, andrebbe letto a scuola.

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Quindi da parte tua c’era molto interesse per l’ultimo romanzo di ‘Calcare, Macerie Prime, che già dal titolo lasciava intendere qualcosa. Però come sempre, tu tendi a non leggere troppe notizie prima che esca un libro (o un film), perchè nell’internet c’è questa maledetta moda del svelare tutto, ancora prima che esca. Così lo hai preso per le mani senza sapere bene di cosa trattasse, e l’hai letto tutto d’un fiato, trovandoti spiazzato alla fine. Quasi da non sapere che fare.

Io consiglierei a tutti di fare così, di lasciarsi semplicemente prendere dalla storia e farsi portare. Che sia chiaro, per 3 quarti di libro non si capisce bene dove vuole andare. Si c’è la crisi dei 30 anni all’orizzonte, gli amici che crescono, le abitudini che cambiano, e soprattutto c’è il generale incapacità di una generazione che deve fare i conti con la parola Adulto. Poi nell’ultimo quarto si cominciano a tirare le somme, tutto diventa più corale, e proprio quando ti chiedi come protrerrebbe finire, ti arriva un bel Ci vediamo a Maggio 2018. Non te l’aspettavi, o meglio non lo sapevi, si trattasse di una storia in due capitoli. Quindi il gioco del Diamo un voto non ha senso. Questo è solo il primo tempo, che ti lascia un sacco di domande e apre uno strano scenario.

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Ti sei sempre chiesto come si sarebbe posto Zerocalcare al passare del tempo. Nel senso che il suo personaggio è estremamente autobiografico, e buono per raccontare una generazione che parla e mangia come lui. Ma ora quella generazione sta crescendo, e si sta confrontando con altro. Come porsi? Cosa fare? Continuare a mangiare plumcake, guardando serie TV con la maglietta col teschio, o andare oltre? Tu credi che Macerie Prime sia il primo passo per affrontare questo oltre, e non ti sorprenderebbe che il secondo passo divenisse una specie di epitaffio generazionale.

Per ora non ti resta che aspettare maggio.

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