Lunga vita alla Forza – La recensione di STAR WARS Gli Ultimi Jedi

Il problema di una cosa, è che aspettative riponi in quella cosa. Se ti aspetti l’innovazione e ti trovi Episodio VII, un po’ ci resti male. Se ti aspetti un film per grandi, e ti trovi gli Evok che ballano, hai ragione a starci male. Se ti trovi Episodio I, beh ecco…ci siamo passati tutti. Insomma, di base la domanda da porsi prima di Episodio VIII è Che film di Star Wars vorresti vedere?

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Per due terzi di film Gli Ultimi Jedi è un vecchio capitolo di Guerre Stellari. Non di Star Wars, ma proprio Guerre Stellari. Perché se togli la mitizzazione (anche eccessiva) del brand, il primo Guerre Stellari (ribattezzato poi Episodio IV) era un film fantasy per bambini. Con le astronavi. Infatti ci sono i cavalieri e le principesse. I mostriciattoli strani e i fantasmi. E la gente che non è che muore, si dissolve. E nella prima parte di Episodio VIII ritrovi tutto questo.

Nell’ultimi terzo invece, il film si trasforma e diventa un capitolo di Star Wars. Quindi personaggi più complessi, messi di fronte a scelte difficili e scontri e spade laser che sono l’harem erotico di ogni fan della serie.

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Quindi Episodio VIII se ne sta lì, in bilico tra queste due entità che sono la stessa medaglia, ma due valute completamente diverse. E tutto stranamente funziona, o meglio quasi tutto. Perché la Disneyzzazione del marchio Guerre Stellari passa anche attraverso la comicità alla film Marvel, che in questo contesto risulta completamente fuori luogo. Ora, tu sei sceso a patti con i tuoi demoni e hai accettato il compromesso, ma la reazione che ha Luke dopo il primo incontro con Rey (per capirci il seguito temporale della scena che chiude il capitolo precedente) ti ha fatto seriamente cascare le palle. Così, tanto per essere chiari.

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Il fatto è che Gli Ultimi Jedi (era molto meglio essere più atteniti al titolo originale cioè L’ultimo Jedi) funziona bene, anzi diresti quasi benissimo, se togli le stonature di prima. E tutto funziona grazie a nuovi personaggi. Lo ripeti da quando è uscito Il Risveglio della Forza che Kylo Ren è un personaggio fantastico. Il suo conflitto interiore, tra l’ombra invadente di Darth Vader e l’attrazione verso il lato chiaro della Forza, è un vero colpo di genio narrativo. E’ lui la vera Forza di questa nuova trilogia, il vero protagonista. Anche Rey funziona benissimo, quando deve fare la dura. Quando deve tirare fuori le proverbiali palle, appunto. Perché nelle parte comiche il suo personaggio non regge. E anche a lei è dato un twist narrativo sulle sue origini secondo te di una potenza narrativa incredibile. Lo stesso Finn ha una parabola eroica, non stucchevole, e una spalla di supporto che è stata una gradita sorpresa. Certo, nell’epopea del politicamente coerente, ci mancava l’asiatica, ma è uno stereotipo, poco stereotipato. E poi c’è Poe, l’altro personaggio del capitolo precedente che ti era piaciuto subito, a pelle, un po’ perchè ha il X-wing più figo di tutti e poi perché un Han Solo, ma senza essere antieroe. Certo, se imparasse a fare sue domande prima di far di testa sua la Resistenza forse sarebbe ancora in piedi e il film durerebbe 2 ore e mezza in meno.

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Per quanto riguarda la vecchia guardia Mark Hamill, che come secondo lavoro fa la controfigura di Chuck Norris, e si comporta da vecchio scorbutico. O forse lo è diventato, e gli hanno cucito addosso il personaggio del vecchio scorbutico che si è dato all’isolamento. Al di là di questo è comunque Luke Skywalker, c’è poco da fare. Come per Leila, che non riuscirai mai a chiamare Leia, son quei personaggi talmente iconici che non ha senso valutare. Anche se proprio alla povera ex-principessa tocca la scena più involontariamente non-sense che ci sia in tutta la pellicola.

4 e mezzo

4 e mezzo su 5 per Episodio VIII, che non è L’Impero Colpisce Ancora di questa trilogia, e non lo vuole nemmeno essere. Non è un film perfetto, anzi, ma riesce così bene nella parte finale a darsi un lustro che tutto quello che succede prima sembra funzionale e imprescindibile alla riuscita dell’intero meccanismo. Insomma, tanta (ma tanta) fiducia in questa Nuova ennesima trilogia di Star Wars. LA Forza non è morta.

Lunga vita alla Forza.

5 Comments

  1. Non l’ho ancora visto ma già dal precedente film per l’umorismo più che parlare di Disneyzzazione parlerei di come è cambiato Hollywood e l’umorismo di certi film con esso. Concordo su Kylo Ren, personaggio sottovalutato e incompreso da buona parte del pubblico solo per l’aspetto dell’attore (che poi se era l’attore figo di turno tutti a lamentarsi di quello, sicuro)

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