5+1: i 5 Migliori film del 2018 + la Grande Delusione

Archiviato il 2018 è ora di fare largo al nuovo anno. Il che vuol dire carrellata di buoni propositi, inventario delle cose da buttare e classifica dei 5 Migliori film dell’anno appena passato + la Grande Delusione. E se è super-scontato chi ha sbancato il botteghino del tuo cuore, forse lo è ancora di più chi ti ha deluso fino alle lacrime. Comunque le regole sono quelle di ogni anno: solo film usciti in Italia nel 2018, solo quelli che sei riuscito a vedere e soprattutto tutto a tuo gusto personale.

An si, quest’anno si aggiunge un nuovo amico: Netflix

5\ MISSION IMPOSSIBLE: FALLOUT

Più che un posto in classifica, questa quinta posizione è una Laurea Honoris Causa. E’ un atto di stima nei confronti di una saga, quella di Mission Impossible, che fregandosene di tutti ha deciso di perseguire lo scopo, come il miglio Fast and Furious (o il peggiore degli Sharknado, dipende dai punti di vista). Lo scopo è quello di votare tutto al Dio dell’action, con dei totem fatti di sequenze d’azione indimenticabili, storytelling inesistente e sacrifici umani degli stessi attori. Il capitolo precedente, Rouge Nation, resta per te l’apice delle allegre scorribande dell’agente Ethan Hunt e amici, almeno da quanto la serie ha deciso di perseguire solo e unicamente lo scopo dimenticandosi di mettere in piedi una trama, ma riciclando di volta in volta sempre la stessa. Nonostante questo Fallout entra diritto nella tua personale classifica, se non altro per gli incredibili momenti di puro cinema d’azione di cui è infarcito tutto l’insieme. Insomma Tom Cruise, stuntman di se stesso, votato a lo scopo con l’unico obbiettivo di morire sul set girando la più grande scena action di tutti i tempi, scalza dal quinti posto il faccione mono-espressione di Ryan Gosling. Perché si, First Man è un film stupendo, per te sarà la sorpresa degli Oscar 2019, ma purtroppo nel raccontare la storia di Neil Armstrong il regista si è dimenticato una cosa: un cazzutissimo HALO jump da 25.000 piedi. Invece Tom lo sa. Tom l’ha fatto. Perché lui è votato allo scopo.

4\ A QUIET PLACE

Sei un grande fan dei film con pochi soldi, ma molte idee. Quei prodotti low-budget dove, più che l’impatto visivo di qualche super effetto speciale, a vincere è l’impatto emotivo che il film ti lascia addosso. Quella strana sensazione che si infila sotto pelle e resta lì per un po’. A Quiet Place è uno di quei film così. Certo l’hai visto nel peggior modo si possa guardare un prodotto del genere, ma questo non ha sminuito la forza di questo horror. E’ quasi perfetto A Quite Place, si muove silenzioso e lento senza mai risalutare noioso, o oeggio ridicolo. Quasi perfetto, ma era anche abbastanza improbabile riuscir a dare un finale a questo film senza snaturarne l’identità. Si poteva fare, ma richiedeva una dose di coraggio a livello produttivo che un film commerciale non può permettersi, forse. Si parla molto in questi giorni del successo che sta avendo Bird Box su Netflix, ecco i due film si assomigliano molto, ma A Quiet Place sa essere nettamente superiore sotto molti punti di vista. La vista, appunto.  Comunque assieme a It Follows, tra i migliori horror degli ultimi anni.

3\ SULLA MIA PELLE

Netflix, dicevi. Quest’anno la Grande N Rossa ti ha dato parecchie soddisfazioni. A partire da Annientamento uno dei migliori prodotti sci-fi che hai visto ultimamente, con una parte centrale debole, ma una sequenza finale che ancora oggi ti mette i brividi, per arrivare al western\non-western dei fratelli Coen e le loro versioni della morte, un film dove due dei registi che più adori fanno quello che sanno fare meglio, fanno IL cinema. Si, nel mezzo c’è anche quella strana cosa a metà che è Apostolo, ma questo è un altro discorso. Insomma hai scelto Sulla Mia Pelle per la sua potenza, un film disarmante e di un’intelligenza incredibile. Era facilissimo scadere nel buonismo e fare un’opera a uso e consumo di un’ideologia. Invece Alessio Cremonini decide di non nasconde nessuna verità, qualunque essa sia. E proprio in questa brutale onesta risiede la sua forza di questa pellicola. Talmente potente da mettere quasi in secondo piano l’incredibile interpretazione di Alessandro Borghi, ormai una certezza.

2\ DOGMAN

Al secondo posto, ad un soffio dalla vetta, un’altro stupendo film italiano. Si, perchè il cinema italiano, quello di genere, quello con la palle esiste e continua ad alzare sempre di più la voce. Forse è partito tutot proprio con Gomorra di Garrone, me nel mezzo c’è stato Lo chiamavano Jegg Robot, Mine, la sottovalutatissima saga Smetto Quando Voglio tanto per citarne alcuni a casa. Prodotti di diversi generi che dimostrano c’è il potenziale per fare qualcosa di diverso dalle reunion di Boldi e De Sica. Sopratutto dimostrano un’altra cosa, la più importante, che è il momento giusto per farlo. Dogman è quel genere di film che a ti rende felice come un bambino a Natale. Lo definiresti quasi un noir. Sporco, violento e senza pietà. E anche qui, come in Sulla mia pelle, si parla degli ultimi, dei reietti, di quelli lasciati indietro. E anche qui si mette in mostra la nostra più grande dote di italiani: il tanto ci penserà qualcun’altro. Poi c’è sempre Natale a 5 stelle per far finta di niente.

1\ AVENGERS: INIFINITY WAR

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Beh dai, era ovvio. Ma tipo che era ovvio ancora mesi fa quando è uscito il primo trailer. Cioè dai. Il film sui super eroi definitivo. Il cinecomic per antonomasia a 10 anni dall’uscita del primo Iron Man che consacra e consolida quello che ormai è un genere cinematografico, che ridefinisce lo standard dei blockbuster futuri. Uno spartiacque, L’impero Colpisce Ancora di questa generazione. Il villain perfetto, un finale che è una bomba. Certo, ci penserà Endgame a sistemare le cose quest’anno, a portare la pace nell’universo cosmico, con qualche sacrificio necessario. Ma nulla potrà mettere in discussione l’incredibile potenza mediatica e culturale di questo film. Fare un prodotto pop, commerciale fino allo sfinimento, e pure stratificarlo e renderlo culturalmente e visivamente superiore alla media. Maledetti americani, maledetta Disney, maledetti fratelli Russo, ce l’avete d’avvero fatta. Quanto vi adoro!

La Grande Delusione: READY PLAYER ONE

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Non che Deadpool 2 sia un bel film. Non lo è nemmeno Ant-Man and the Wasp. Tanto meno lo è il Regno Distrutto. Ma almeno queste pellicole hanno l’onesta intellettuale di ammettere i propri limiti (tutti figli del primo capitolo) e dichiararlo apertamente. Ready Player One no. E’ un film che si vanta di voler dire qualcosa, di essere qualcosa più di un semplice prodotto girato per il 90 per cento con degli attori davanti ad uno sfondo verde. Per te Ready Player One è una bruttissima operazione commerciale, un brutto film, ma soprattutto una presa in giro allo spettatore. E’ il concetto di nerd di questi anni, dove ora dire nerd fa figo. Ma non c’è nulla di sincero in questa pellicola. E’ solo un’enorme frattaglia di riferimenti senza cuore e senza amore, un milk-shake di easter egg al gusto di retro game anni 80. Se Infinity War è l’apice più alto della rivalutazione pop-culturale del 2018, Ready Player One ne è la punta più bassa. E la cosa che più ti fa incazzare di tutto questo è che sulla locandina compare svetta un nome, IL nome: è Steven Spielberg. L’uomo, la faccia, l’occhiale che è simbolo proprio di quel tipo di cinema che Ready Player One  violenta. Solo un altro regista che hai adorato tantissimo in tenera età ti ha fatto così incazzare per un suo film. Era il 2010. Era James Cameron. Era Avatar. E ne stanno arrivando altri due.

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