5+1: I 5 Migliori Film del 2019 + La Grande Delusione

E’ fine anno ed è tempo di classifiche. E tu adori le classifiche, quasi più dei mandarini. Quasi.

Così ecco la tua personalissima lista de I 5 migliori film dell’anno, più La Grande Delusione. Tutto rigorosamente a tuo personalissimo e imprescindibile gusto.

5\ 6 UNDERGROUND

Lo so, fa un po’ ridere, ma è così. Micheal Bay nella tua personale cinquina, per la seconda volta. Non tanto per il valore aggiunto che è il film, ma esclusivamente per lui. Netflix gli da piena libertà di agire e lui gira il film più folle e assurdo dai tempi di Mad Max: Fury Road. Non ha l’estetica George Miller certo, ma ha una sua visione chiara. 6 Underground è un lungo videoclip dove tutto rotola, si fracassa ed esplode. E le macchine vomitano fuori i corpi. Se sapete resistere ai primi 20 minuti, lo adorerete. Altrimenti lasciate stare, vi eviterete un’emicrania. Per intenditori.

4\ AVENGERS: ENDGAME

Misteriosamente scomparso da tutte le classifiche dei migliori film del 2019, ma saldamente in testa a quello degli incassi. Il capitolo che chiude la fase 3 del mega progetto dei Marvel Studios, che chiude in qualche modo con gli Avengers e che per te sancisce la fine del fumetto al cinema. Non è sicuramente al livello di INFINITY WAR, ma chiude degnamente 11 anni di storie. Fa quello che doveva fare e lo fa come andava fatto, senza colpi di matto. E’ che qua ci si abitua troppo in fretta a tutto. Ad avercene di capitoli finali così. Ineluttabile.

3\ C’ERA UNA VOLTA A…HOLLYWOOD

Finalmente il vero ritorto di Quentin Tarantino. Dopo quel THE HATEFUL EIGHT che proprio non ti era piaciuto, quando ormai pensavi che Tarantino si fosse Tarantirizzato da solo nel suo totale autocompiacimento, lui cala l’asso. Un film stupendo, con due attori giganteschi, una colonna sonora pazzesca e Tarantino che fa un passo indietro. Si concede il suo piccolo cliché, ma poi lascia che sia la storia a parlare e ad andare. Bentornato.

2\ JOKER

Ovvero il film dove Todd Phillips film Joaquin Phoenix che da di matto. Battute a parte, un filmone. Un opera contorta e informe che chissà come è arrivata così pura in sala. Forse perchè nessuno ci credeva veramente, chi lo sa. Cambia l’estetica del cinecomic, trasforma le origini del villian, ma resta fedele alle sue basi fumettistiche. E intanto il mondo scopre che attore mastodontico sia Joacquin Phoenix. Speri solo che resti un’opera unica e auto conclusiva. Mostruoso.

1\ PARASITE

Dalla Corea del Sud con furore. Il tuo film dell’anno arriva dall’oriente, da quel piccolo pezzo di terra che dai primi anni di questo millennio continua a produrre grandi cose. C’è tutta la loro estetica e il loro modo di concepire il mondo, nel film di Bong Joon-ho. Ma c’è molto, moltissimo di più. Spiazzante e corrosivo, nel suo continuo rilancio e cambio di tono. Subdolo e aggressivo nel modo che ha di infilarsi sotto pelle. Da vedere. Assolutamente. Capolavoro.

La Grande Delusione – STAR WARS: L’ASCESA DI SKYWALKER

Purtroppo si, ti tocca ammetterlo, Episodio IX è un brutto film. Ma sopratutto, è un pessimo capitolo finale. Hai sempre difeso la nuova trilogia, ma alla luce di questo ultimo capitolo ti viene da dire che non è servito a nulla farla. E ti senti moralmente sconfitto, perchè così facendo dai ragione a loro: agli indignati dell’internet. Ti dispiace, veramente, perchè c’era tanto di buono nei film girati da JJ e Rian. C’era la voglia di rinnovare, di rischiare e di aprire un nuovo corso. Poi arriva Episodio IX dove ci si rimangia tutto e si gioca ad accontentare tutti. Ma proprio tutti. Così ne esce un pastrocchi di sequenza iper veloci per non farti pensare, riesumazioni visive della vecchia trilogia per scaldare il cuore ai fan arrabbianti e tanti, tanti bei discorsi sull’importanza dell’eredità e del mantenere le tradizioni. Praticamente un film leghista, quando doveva essere un film di rottura. Così finirà che questa nuova trilogia farà la fine dei Midi-chlorian. Esistono, ci sono, ma facciamo finta che nessuno abbia mai detto niente. Senza coraggio.

2 Comments

  1. Rieccomi! Vorrei soffermarmi in particolare su 6 Underground. Partiamo dalle 2 cose che non mi sono piaciute:
    – Le palesi scopiazzature da altri film. Ad esempio, in Men in Black abbiamo l’agente Z che fonda un’organizzazione segreta per combattere gli alieni: gli agenti di quest’organizzazione devono abbandonare la loro vita passata e perfino cancellare la loro identità, sostituendola con una lettera dell’alfabeto. In 6 Underground abbiamo una spudorata rimasticatura di questo canovaccio, con la differenza che Ryan Reynolds combatte i dittatori anziché gli alieni e assegna dei numeri ai suoi agenti anziché delle lettere dell’alfabeto. Inoltre, in Men in Black oltre all’agente Z c’erano anche 2 personaggi con i controcoglioni come quelli interpretati da Will Smith e Tommy Lee Jones; qua invece dietro Ryan Reynolds c’è il nulla cosmico (e infatti nella locandina hanno messo solo lui).
    Un’altra scopiazzatura che si vede a occhio nudo è quella da I mercenari, perché anche lì la missione principale del gruppo era di rovesciare un dittatore. L’unica differenza è che lì eravamo in Centro America e non in Medio Oriente.
    – L’ingenua convinzione (tipicamente americana) che si possa passare dalla dittatura alla democrazia con uno schiocco delle dita. Nel film basta un messaggio alla nazione del fratello del dittatore ed è fatta, il popolo si ribella e il dittatore è bello che fottuto. Ebbene, la realtà ci ha dimostrato che le cose non stanno affatto così: a differenza dei nordafricani (che qualche anno fa sono stati protagonisti della famosa “Primavera araba”), i popoli mediorientali sono talmente tanto abituati ad essere sottomessi a un dittatore che non sentono minimamente l’esigenza di passare ad una democrazia. Non a caso quando gli americani hanno provato a infilargliela in bocca a forza (com’è successo durante la presidenza di Bush Jr.) l’operazione non ha avuto successo, e si è tornati rapidamente ad una nuova dittatura. Il motivo è molto semplice: il passaggio da una dittatura a una democrazia può avvenire rapidamente solo in una società in cui il popolo ha già conosciuto delle forme di partecipazione alla politica (come l’Italia, che prima di Mussolini aveva cominciato ad eleggere dei rappresentanti già dal 1861). In una società in cui il popolo non ha mai deciso NULLA e non ha mai maturato NESSUNA esperienza politica, se togli il dittatore e dici al popolo “Ora gestitevi da soli” loro non sanno neanche da che parte cominciare. E quindi torneranno rapidamente ad una nuova dittatura. Tutto questo in 6 Underground non viene mostrato, perché Michael Bay è uno dei tanti americani a cui piace raccontarsi la favoletta per cui loro sono i liberatori del mondo, che portano la luce dove prima c’erano solo le tenebre.
    Nonostante questi 2 difetti non da poco, il film mi è piaciuto. Ha un buon ritmo, una sceneggiatura plausibile e quella giusta dose di spettacolo che in un film di Michael Bay non manca mai: del resto, è il regista di “fracassonate” per eccellenza.

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