LOCKDOWN – Episodio 03

NERO

“E tu chi cazzo sei?” gli sbraito addosso. L’altro resta lì, intimorito e mi fissa dal basso verso l’alto. Cerca di balbettare qualcosa, ma la sua bocca si muove senza produrre rumore. Non è sicuramente pericoloso.
“Vedi di metterti qualcosa addosso almeno” annuisce, come farebbe un bambino dopo una sgridata e si infila nella branda sotto di me. Intanto io cerco di scendere dalla mia, non ci sono scalette e il mio letto sarà almeno ad un metro e mezzo dal pavimento.
Una volta a terra mi guardo attorno. Due aperture sul soffitto fanno filtrare la luce che illumina la stanza. Piccola, grigia e rettangolare con un tavolo al centro. Quattro brande fissate al muro e due porte sul lato opposto. Quindi altre quattro persone. Meglio mettersi la mascherina. Era in dotazione con i vestiti. Un paio di pantaloni, una felpa e delle pattine. Tutto rigorosamente grigio, salvo per un piccolo particolare che…
Improvvisamente un tonfo, come se qualcosa fosse caduto. Anzi, qualcuno. Una persona si sta rialzando da terra, oltre il tavolo. Sembra che si sia lanciata dal suo letto, quello parallelo al mio sul muro. Non è ancora del tutto in piedi e si mette a correre come un disperato avvolto dal lenzuolo che svolazza come fosse un mantello. Scoordinato e scattoso quasi inciampa su una delle sedie. Arriva alla prima porta la spalanca. Si ferma. Guarda dentro e poi urla. Da quello che intravedo sembra ci sia un bagno. Di scatto corre verso la seconda, la spalanca e si fionda dentro. Questa sembra una cucinetta, ma non capisco bene perchè l’altro entra e sbattendo la porta alle sue spalle.
La mascherina mi penzola da un orecchio. Resto a fissare la porta. Da dentro provengono rumori di oggetti che cadono sul pavimento. Poi silenzio.
Il ragazzo di prima è tornato in piedi e ora è di fianco a me. Mi fissa, lo fisso. Fa spallucce. Con boato la porta si spalanca. Il matto è lì che ci fissa. Gli occhi sparati fuori dalle orbite. Nudo, con il lenzuolo come mantello. Impugna un grosso coltello da cucina e lo punta verso di noi.

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